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Chef anti-frutta

Nonostante il trend vegetariano-vegano, il cestino di frutta e il piatto di verdure sono scomparsi dalla tavola


A.A.A. cercasi un piatto (o un cestino) di frutta nei locali ad alta intensità di recensioni e punteggi, ma pure in larga parte della ristorazione "normale". Non solo, ma la frutta come componente del pranzo e della cena è scomparsa dal dibattito, dalla carta stampata, dalla tv e dai blog, nonostante il trend vegetariano-vegano in grande crescita.
La motivazione principale è da imputare all'alta ristorazione. Come osserva lo storico della gastronomia J. François Revel, la grande rivoluzione della nouvelle cuisine è consistita solo nella trasformazione terminologica del menu dove la frutta si è trasformata in un dessert, ma con i nomi di primi piatti. Perché gli chef sono i colpevoli della sparizione? In realtà questi cucinieri (per essere considerati artisti) hanno un imperativo: tutto dovrà essere da loro creato o reso diverso, così la mela, la pera, il caco, le fragole, il melone, la banana, l'ananas dovranno essere "smontati" e ricostruiti, spogliati e vestiti di nuovo con una nuova forma e privati del sapore originario.

Il destino del piatto di frutta è toccato pure all'insalata o a un piatto di verdura (cotta o cruda) che non sia contemplata o incorporata nelle opere d'arte del menu. Frutta & verdura non fanno parte del copione! Purtroppo sono gli chef che dettano gli schemi, sono il modello, imitati a cascata, dal resto del mondo della ristorazione, così è successo che piano, piano il cestino della frutta e il piatto di verdura da condire al tavolo, sono arrivati al capolinea.

Un contributo di non poco conto alla sparizione della frutta dalle tavole lo hanno offerto "gratuitamente" anche chi, anni fa ha lanciato il dikdat "non si deve mangiare la frutta a fine pasto…". Speriamo che un giorno o l'altro uno chef "icona" riproponga il cestino di frutta d'autore e un'insalata gourmet…

Sine qua non

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