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Autori:
Pierpaolo Di Nardo

corrispondente dal Mondo

info@pierpaolodinardo.it

Metà torinese, metà salentino e metà indiano.

Fino all’età di 5 anni dorme sul pavimento per ascoltare la musica che viene dal ristorante di sotto. A 6 anni comincia a viaggiare con un cammello di plastica sull’Atlante Geografico. A 10 gioca a casa di Sonia Gandhi, diventa grande in un giorno d’inverno e va a cercare altrove quello che gli manca nel posto in cui vive. Fa tre volte l’Interrail, dorme sotto al muro di Berlino la sera prima che crolli, vive ad Amburgo, Barcellona, Porto Cesareo e Cervo Ligure.

Viaggiando verso Oriente scopre l’India, fa 68 viaggi nel Subcontinente indiano e scrive due guide di viaggio. Attraversa il deserto di Wadi Ram, gioca a pallone con i bambini delle madrase di Samarcanda, cammina lungo il decumano di Leptis Magna e dorme in una tenda dell’Acacus. Vive con i pastori Rabari del Rajasthan, viaggia in Tibet e in Bhutan alla ricerca della felicità, gioca a nascondino con i banditi in Amazzonia.

Scrive un libro di racconti di viaggio dal titolo “Maldindia” (da cui è tratto uno spettacolo teatrale sulla sua vita di viaggiatore), un romanzo distopico nel cassetto, sceneggiature corte e lunghe, canzoni che canta in un gruppo di musica folk urbana e selvatica.

Si sveglia tutte le mattine alle cinque con una idea in testa, prende nota e torna a dormire prima del caffè. Navigando sulle backwaters del Kerala, in una notte di luna piena, smonta un garam masala: non è ancora riuscito a rimontarlo.