Un sorso di Sicilia alla corte del gin inglese
Apenera vola nel Regno Unito con agrumi, ginepro dell’Etna e miele di ape nera: un gin siciliano giudicato da chi il gin lo conosce bene.

Apenera, il gin siciliano che parla inglese
Quando un gin siciliano arriva nel Regno Unito, la questione non è soltanto commerciale. È quasi una conversazione a distanza tra due mondi: da una parte l’isola, con il suo sole, gli agrumi, le erbe spontanee, il miele e una certa idea di lentezza; dall’altra la patria del gin, il Paese dove questo distillato è cultura quotidiana, linguaggio da banco, rito domestico, passione da collezionisti.
Apenera, prodotto ad Aragona, in provincia di Agrigento, entra in questa conversazione con oltre 5.000 bottiglie destinate al mercato inglese grazie alla collaborazione con The Curious Drinker, membership club britannico seguito da appassionati, esperti e curiosi del gin. Un passaggio non scontato, perché il pubblico inglese non si conquista con una bella etichetta o con una storia raccontata bene. Serve sostanza. Serve precisione. Serve un sorso capace di stare in piedi anche quando chi assaggia ha già bevuto e studiato molto.

A guardarlo dal punto di vista di una giovane bartender, abituata a scegliere cosa versare nel bicchiere e cosa raccontare dall’altra parte del banco, Apenera ha una carta importante: non prova a sembrare inglese. Parla siciliano, ma lo fa in una lingua comprensibile anche a Londra, Manchester o Bristol.
La sua identità nasce dalle botaniche dell’isola: ginepro dell’Etna, arancia di Ribera IGP, limone, pompelmo rosa di Siracusa, miele di ape nera sicula, mandorle e noci della Val di Noto, erbe e semi siciliani. Nel bicchiere questa geografia non resta un elenco. Diventa profumo, freschezza, parte agrumata, una lieve morbidezza, una chiusura speziata che tiene insieme il tutto senza appesantire.

“Apenera mi piace perché non urla Sicilia, la lascia arrivare”, potrebbe dire una bartender davanti alla bottiglia. “It is sunny, but not sweet. Mediterranean, but still serious”. È una frase semplice, forse la più giusta per spiegare perché un gin così possa incuriosire un pubblico abituato a leggere il distillato con attenzione tecnica.
Il gin contemporaneo vive spesso in equilibrio tra ricerca aromatica e bevibilità. Alcune etichette inseguono profumi estremi, altre restano prudenti. Apenera sembra scegliere una via più misurata: porta nel bicchiere la ricchezza dell’isola, ma non perde il passo del gin. L’agrume apre, le erbe accompagnano, il miele lavora più sulla trama che sulla dolcezza. In un Gin Tonic può dialogare bene con una tonica mediterranea o neutra, senza bisogno di troppe decorazioni. Una scorza di arancia o di pompelmo basta a indicare la direzione.

Il riconoscimento ottenuto nel 2024 ai The Gin Guide Awards, nella categoria Contemporary Gin, ha aiutato a portare Apenera davanti a un pubblico internazionale. Ma la notizia più interessante, per chi racconta territori e prodotti, è un’altra: una distilleria nata nel cuore della Sicilia, dentro un antico deposito di frutta secca trasformato in laboratorio artigianale, riesce a farsi ascoltare proprio dove il gin è di casa.
Aragona non è Londra. La provincia di Agrigento non è il bancone di un club britannico. Eppure il gusto, quando ha radici chiare, sa viaggiare. Apenera dimostra che la Sicilia può entrare nella miscelazione internazionale senza perdere il suo accento. Anzi, proprio quell’accento diventa il motivo per cui viene scelta.
Per una bartender giovane, che ama la Sicilia e parla inglese, questa è una bella notizia anche professionale. Significa avere tra le mani un gin da raccontare con naturalezza: “This gin comes from Sicily, from real botanicals, from citrus groves, volcanic juniper and black bee honey”. Poche parole, abbastanza per aprire una porta. Poi deve parlare il bicchiere.

Il Regno Unito, con la sua cultura del gin, non perdona i prodotti costruiti solo per piacere. Apenera ci arriva con una storia agricola, un profilo aromatico leggibile e una produzione che prova a tenere insieme territorio e tecnica. Non serve trasformarlo in mito. Basta servirlo bene, ascoltarlo, lasciarlo respirare nel bicchiere.
Forse il punto è proprio questo: la Sicilia non ha bisogno di travestirsi per viaggiare. Può partire da Aragona, attraversare il mare, arrivare in Inghilterra e farsi riconoscere per ciò che è. Un gin solare, agrumato, mediterraneo, con un carattere gentile ma deciso.

E davanti a un buon Gin Tonic preparato con Apenera, viene naturale pensare che a volte il turismo del gusto cominci anche così: non con una valigia, ma con un profumo. Un’arancia, un’erba, una punta di miele. Un sorso che fa venire voglia di capire da dove arriva.
