Cantine Scala, il vino di Caorle passa da San Gaetano
Nel progetto Tipicamente Caorlotto, la famiglia Scala racconta vigne, premi Vinitaly, itinerari lenti e territorio
Per capire Caorle bisogna uscire dal centro storico, lasciare per un momento il rumore della spiaggia e puntare verso San Gaetano. È lì che il paesaggio cambia tono: meno vetrina, più campagna; meno fretta, più strade dritte; meno cartolina, più terra lavorata. In questa parte dell’entroterra caorlotto si trova cantine Scala, una delle aziende del progetto Tipicamente Caorlotto.
San Gaetano non è un nome qualsiasi nella geografia di Caorle. È una frazione agricola, appartata rispetto al movimento del litorale, legata alla storia della bonifica, alle grandi proprietà rurali, ai campi e a un modo diverso di vivere la destinazione. Qui Caorle smette di essere soltanto mare e diventa entroterra produttivo, vigneto, famiglia, strada da percorrere lentamente.

Cantine Scala nasce in questo paesaggio nel 1938, quando Ernesto Scala inizia a coltivare il Podere Amicizia, una delle tenute un tempo appartenute alla famiglia Franchetti. Già il nome del podere sembra una piccola dichiarazione d’intenti, ma la storia della cantina è molto concreta: lavoro, terra, generazioni, passaggi familiari, ostinazione agricola.
Ernesto Scala, insieme alla moglie Carolina, trasmette ai figli il rispetto per il patrimonio ricevuto e il senso di un progetto da portare avanti. Oggi l’azienda è guidata dai nipoti Astrid, Tranquillo e Fabio Scala, affiancati dai familiari. È qui che la storia diventa interessante per il racconto di Tipicamente Caorlotto: non siamo davanti a una cantina rimasta ferma nella nostalgia, ma a una realtà familiare che prova a tenere insieme memoria e presente.

Il passaggio generazionale, nelle aziende agricole, non è mai un dettaglio. Significa decidere cosa conservare, cosa cambiare, come parlare a chi arriva da fuori, come trasformare il vino in esperienza senza snaturare il luogo. Nel caso di Cantine Scala, la nuova continuità familiare si vede nella volontà di mantenere una cantina accessibile, riconoscibile, legata alla vendita diretta e alla visita, ma anche capace di misurarsi con concorsi, certificazioni e mercati più ampi.
La cantina si estende su circa 60 ettari, di cui una parte importante coltivata a vigneto e il resto a frutteto. I suoli ricchi di argilla e calcio, insieme alla brezza marina e alle escursioni termiche tra giorno e notte, aiutano a dare carattere alle uve. È una viticoltura che nasce dentro un equilibrio tipico della costa veneta: il mare è vicino, ma non invade; la campagna lavora in silenzio, ma lascia traccia nel bicchiere.

La produzione di Cantine Scala è ampia e parla a pubblici diversi. Ci sono gli spumanti, come Morgana, prosecco Millesimato e Peccato; i frizzanti Beccacino e Cardellino; i bianchi Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon e Traminer; i rossi Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot; fino al vino dolce Sorriso. Una gamma che racconta bene il carattere della cantina: non un solo vino bandiera, ma una tavola larga, pensata per accompagnare momenti diversi.

Tra i riconoscimenti più recenti spiccano quelli ottenuti nella 5StarWines – Vinitaly International Wine Guide, la selezione internazionale legata a Vinitaly. Nel 2025 Cantine Scala ha visto premiati il Prosecco DOC Spumante Extra Dry Millesimato 2024 con 92/100, il Venezia DOC Cabernet Franc 2024 con 90/100 e il Venezia DOC Chardonnay 2024 con 90/100. Non sono numeri da usare come medagliere, ma segnali importanti: raccontano una cantina di Caorle capace di ottenere attenzione dentro un contesto nazionale e internazionale.

Questo dato merita spazio perché aiuta a spostare lo sguardo. Troppo spesso il vino della costa viene percepito come elemento di servizio alla vacanza, qualcosa da bere in modo distratto tra spiaggia e cena. Cantine Scala dimostra invece che anche nell’entroterra caorlotto esiste una produzione capace di ambire a un riconoscimento tecnico, senza perdere la dimensione familiare e agricola.

Dentro il progetto Tipicamente Caorlotto, Cantine Scala ha proprio questo ruolo: mostrare che il vino può diventare una porta d’ingresso nell’entroterra. Il marchio territoriale nato a Caorle mette insieme istituzioni, aziende, percorsi lenti e ristoratori con un’idea precisa: far capire che la destinazione non vive soltanto di mare, ma anche di luoghi produttivi, famiglie, prodotti, vigne, apiari, birrifici, orti e paesaggi da attraversare.

La tappa a San Gaetano può essere vissuta in molti modi. In auto, naturalmente, per chi vuole costruire una giornata tra aziende e soste gastronomiche. Ma il racconto più coerente nasce quando ci si avvicina con un passo più lento: in bicicletta, lungo strade secondarie e tratti pianeggianti; con il nordic walking, trasformando la visita in cammino; oppure collegando l’esperienza della cantina a una giornata più ampia tra campagna, canali e acqua, anche attraverso il kayak dove gli itinerari lo permettono.

La forza di Tipicamente Caorlotto sta proprio nella possibilità di mettere in relazione luoghi diversi. La cantina non resta un indirizzo isolato, ma entra in una mappa: si parte da Caorle, si raggiunge San Gaetano, si incontra la famiglia Scala, si assaggiano i vini, poi si può tornare verso il centro storico, verso i ristoratori di Innovatori per Tradizione, o proseguire verso le altre aziende del progetto.
In questo modo il vino smette di essere soltanto prodotto e diventa orientamento. Dice al turista dove andare, quali strade prendere, che cosa guardare lungo il tragitto, quale relazione esiste tra spiaggia e campagna. Una bottiglia di Cantine Scala, letta così, non parla solo di vitigno o denominazione: parla di San Gaetano, di Caorle, di una famiglia e di un paesaggio agricolo che spesso resta fuori dall’immaginario più immediato della vacanza.

Il bello di Cantine Scala sta nella sua normalità concreta. Non serve costruire una scena artificiale. Bastano la storia del Podere Amicizia, il lavoro di Ernesto e Carolina, la continuità di Astrid, Tranquillo e Fabio, i vigneti, i vini premiati, la vendita diretta, il desiderio di accogliere chi vuole conoscere questa Caorle laterale e preziosa.
In una serie dedicata alle aziende di Tipicamente Caorlotto, Cantine Scala rappresenta bene una direzione: il turismo enogastronomico non ha bisogno solo di grandi effetti. Ha bisogno di indirizzi chiari, prodotti riconoscibili, persone che sappiano raccontare il proprio lavoro e percorsi che aiutino il visitatore a raggiungerli.
A San Gaetano, il vino di Caorle trova una delle sue strade. E chi decide di seguirla scopre che, appena oltre la spiaggia, il territorio comincia a parlare con un altro bicchiere.
