100x100 VINili: Gaggia e Stella, dal giradischi al vino veneto
Due storici dj, cento vini e cento racconti musicali: la storia di Luciano Gaggia e Claudio Stella tra Veneto, vinili e solidarietà.
- Claudio stella, quando il dj viaggiava con i bauli dei dischi
- Luciano gaggia, il “musicante” con 25 mila vinili
- 100x100 vinili: cento vini raccontati attraverso la musica
- Vicenza, il veneto e una generazione cresciuta a musica
- Dal divertimento alla solidarietà con djforever

Prima delle playlist, dello streaming e dei milioni di canzoni stipate in uno smartphone, scegliere un disco era una faccenda seria. Bisognava sfilarlo dalla custodia, appoggiarlo sul piatto, abbassare la puntina e aspettare quel piccolo fruscio che annunciava la musica.
Luciano Gaggia e Claudio Stella quel gesto lo conoscono molto bene. Hanno trascorso buona parte della loro vita dietro una consolle, scegliendo dischi per far ballare generazioni diverse. Oggi hanno messo insieme vinili, vino, memoria e solidarietà in 100x100 VINili, un libro che racconta cento vini attraverso altrettante storie, curiosità musicali e associazioni nate tra una bottiglia e una canzone.
Più che un libro sul vino, è l'incontro tra due biografie profondamente vicentine e una parte della storia della notte italiana.

Claudio Stella, quando il dj viaggiava con i bauli dei dischi
Claudio Stella nasce a Vicenza nel 1952 e incontra presto la musica americana grazie al padre, pilota d’aviazione che aveva rapporti con la base statunitense della città. Ancora bambino mette i dischi durante le feste organizzate dal fratello in garage: Elvis Presley, Dean Martin, i Platters.
Mentre gli altri ballano, lui sceglie cosa far ascoltare.
Nel 1967, durante una festa di paese, vede due giradischi collegati alle casse, senza mixer. Qualcosa scatta. Comincia a mettere musica nelle pause dei complessi che suonano dal vivo e, poco alla volta, quelle pause diventano sempre più lunghe.
È un’Italia nella quale la figura del disc jockey sta appena prendendo forma.
Da quel momento Stella attraversa circa trent'anni di vita notturna e centinaia di locali. Nel suo racconto professionale compaiono oltre 500 discoteche e una quantità impressionante di chilometri percorsi ogni anno, quando il lavoro del dj significava anche caricare in automobile pesanti bauli pieni di vinili.
La sua geografia musicale passa dal King’s River Club di Jesolo alla Baia Imperiale, dal Plastic di Milano alla Capannina di Forte dei Marmi, toccando Roma, Bologna, Rimini, Cortina e molte altre città italiane.
Poi, nel 1996, Stella cambia mestiere.
Lascia professionalmente la consolle e sceglie il vino, altra passione coltivata negli anni. Diventa sommelier professionista e apre le enoteche Per Bacco. Il passaggio dal disco alla bottiglia, a pensarci bene, non è poi così lontano: un dj deve capire quale brano mettere nel momento giusto; chi conosce il vino deve saper suggerire quale bottiglia aprire, per chi e in quale occasione.

Luciano Gaggia, il “musicante” con 25 mila vinili
Luciano Gaggia appartiene alla generazione successiva. Nato a Malo, in provincia di Vicenza, comincia a fare il dj nel 1979, a diciotto anni, muovendosi tra radio locali, feste e pomeriggi musicali.
Negli anni Ottanta la consolle diventa il suo mestiere. Lavora nei locali del Veneto e porta successivamente la propria musica anche fuori dall'Italia, tra Germania, Svizzera e Austria, fino a Ibiza, Miami e Londra.
La sua casa musicale comprende oggi oltre 25 mila vinili e più di 7 mila CD originali.
Gaggia, però, preferisce una parola diversa da dj. Si definisce “musicante”, quasi a sottolineare che mettere dischi significa anche raccontare, creare relazioni, ricordare un momento attraverso una canzone.
Negli anni ha avvicinato la musica anche al cibo e al vino attraverso format come Mixer chef, costruiti proprio sull'accostamento tra cucina, bottiglie e selezione musicale.
L'incontro con Claudio Stella arriva quindi su un terreno già pronto.
Uno ha attraversato la musica per approdare professionalmente al vino. L'altro continua a leggere il vino attraverso la musica. Prima o poi la domanda doveva arrivare: che musica ha una bottiglia?

100x100 VINili: cento vini raccontati attraverso la musica
La risposta è diventata 100x100 VINili.
Il progetto mette insieme 100 vini, 100 racconti musicali, curiosità sulla canzone italiana e aforismi, costruendo collegamenti tra il mondo della bottiglia e quello dei dischi.
L'idea aveva già trovato una prima forma in Vinili Veneto, progetto firmato da Gaggia e Stella e presentato anche a Vinitaly, nel quale cento vini di cantine venete venivano accostati a cento curiosità musicali.
Il meccanismo funziona perché evita uno dei rischi del racconto enologico contemporaneo: parlare del vino soltanto attraverso denominazioni, affinamenti, vitigni, punteggi e descrittori.
Tutti elementi importanti, naturalmente. Ma una bottiglia può essere anche memoria.
Può ricordare una canzone perché appartiene allo stesso periodo della nostra vita. Può evocare un'estate, una città, una persona. Può avere il ritmo di un brano leggero oppure il carattere di una musica che richiede tempo prima di farsi capire.
In 100x100 VINili il vino diventa così una porta per entrare nella cultura musicale italiana e la musica diventa un modo differente per avvicinarsi al vino.
Tra le storie raccontate trovano spazio curiosità legate a Mina, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Lucio Battisti e ad altri protagonisti della musica italiana che hanno accompagnato decenni di vita quotidiana.
Più che un manuale da sommelier, il libro assomiglia a una lunga conversazione tra amici: qualcuno mette un disco, qualcuno stappa una bottiglia e inevitabilmente parte una storia.

Vicenza, il Veneto e una generazione cresciuta a musica
Dentro questo progetto compare anche un pezzo di Veneto.
Vicenza e la sua provincia non sono soltanto il luogo di provenienza dei due autori. Sono parte del racconto di una generazione che ha visto nascere le radio private, crescere le discoteche, cambiare il modo di ascoltare musica e contemporaneamente trasformarsi il rapporto degli italiani con il vino.
Le enoteche, le cantine venete, i locali della Riviera Adriatica e le piste da ballo diventano così luoghi dello stesso paesaggio culturale.
Gaggia e Stella lo raccontano senza scrivere un libro di storia. Lo fanno attraverso episodi, dischi e bottiglie.
Ed è forse proprio qui che 100x100 VINili diventa interessante anche per chi osserva il vino come espressione di un territorio: non soltanto ciò che si trova nel bicchiere, ma le persone, i luoghi, le musiche e le abitudini che crescono intorno a quel bicchiere.

Dal divertimento alla solidarietà con DJFOREVER
Dietro il gioco degli abbinamenti esiste poi una componente molto concreta.
Claudio Stella ha affiancato per anni alla propria attività professionale iniziative sociali e solidali. Insieme ad altri dj della sua generazione ha partecipato alla nascita di DJFOREVER, realtà che utilizza musica ed eventi per sostenere raccolte fondi legate a emergenze e progetti benefici.
Anche Gaggia è coinvolto nel progetto e i due hanno prodotto insieme Djforever, un vino destinato a sostenere attività solidali.
La musica, insomma, torna alla sua funzione più semplice: far incontrare persone.
Una discoteca funziona quando sconosciuti cominciano a ballare la stessa canzone. Una tavola funziona quando una bottiglia viene aperta e versata anche nel bicchiere degli altri.
Alla fine il miglior abbinamento di 100x100 VINili potrebbe essere proprio questo.
Un lato A fatto di musica, un lato B fatto di vino.
Nel mezzo, due vite che raccontano mezzo secolo di notti, bottiglie e storie venete.
