Marca Trevigiana, la vendemmia diventa una mappa da vivere
A settembre la provincia di Treviso si scopre tra vigneti, feste dell’uva, ville venete, formaggi, Sile, Piave e itinerari nei Colli Asolani.
- A settembre il vino apre le porte del territorio: raccolte partecipate, cantine, feste dell’uva, ville venete, formaggi, kayak ed e-bike trasformano la vendemmia in un viaggio nella provincia di treviso.
A settembre il vino apre le porte del territorio: raccolte partecipate, cantine, feste dell’uva, ville venete, formaggi, kayak ed e-bike trasformano la vendemmia in un viaggio nella provincia di Treviso.
La vendemmia dura poche settimane. Il territorio, invece, resta. Ed è proprio questo il messaggio più interessante del settembre proposto dalla Fondazione DMO Marca Treviso: utilizzare uno dei momenti più riconoscibili dell’anno vitivinicolo per accompagnare il visitatore oltre il cancello della cantina.
Nella Marca Trevigiana, in provincia di Treviso, la raccolta dell’uva diventa così un punto di partenza. Si entra in vigneto, si incontra chi produce vino e poi si continua il viaggio verso una villa veneta, un caseificio, il fiume Sile, i Colli Asolani o le Grotte del Caglieron. È un modo di intendere l’enoturismo che sposta l’attenzione dal semplice assaggio alla relazione con il luogo.
Vendemmiare per capire il territorio
Il calendario di settembre mette insieme esperienze differenti: Vendemmia Solidale, Vendemmia Notturna, Vendemmia Sociale, Festa della Vendemmia, Cinema in cantina, oltre alle feste dell’uva di Sant’Angelo di Treviso e Fonte, nell’area di Asolo e del Monte Grappa.
Formule diverse, ma con un elemento comune: permettere alle persone di avvicinarsi al lavoro agricolo nel momento in cui il vigneto entra nella fase decisiva dell’anno. Fondazione Marca Treviso sviluppa questo percorso insieme a Città del Vino, collegando cultura vitivinicola, comunità locali e promozione della destinazione.
«La vendemmia rappresenta uno dei momenti più autentici per conoscere la nostra destinazione», sottolinea Giulia Casagrande, presidente di Marca Treviso, indicando nell’incontro con produttori e comunità uno degli strumenti per comprendere il territorio.

Dal vino al formaggio, senza cambiare viaggio
La parte più interessante arriva quando il racconto esce dai filari. Chi partecipa alla Vendemmia Solidale può proseguire verso il mondo caseario, visitando magazzini di stagionatura, partecipando a laboratori di affinamento e degustazioni dedicate ai formaggi. La Vendemmia Sociale può invece diventare l’inizio di un itinerario che comprende ville storiche e produzioni brassicole artigianali.
È questa continuità a rendere la Marca Trevigiana particolarmente leggibile per chi viaggia: vino, agricoltura, architettura, corsi d’acqua, colline e produzioni locali si incontrano nello spazio di pochi chilometri.

Dal Piave al Sile, fino ai Colli Asolani
Settembre permette anche di leggere le diverse geografie della provincia di Treviso. Lungo il Piave il viaggio incontra vitigni locali, vigneti e cultura rurale. Sul Sile può proseguire in kayak fino al Cimitero dei Burci, uno dei luoghi più caratteristici del paesaggio fluviale trevigiano.
Verso Asolo entrano invece in scena i Colli Asolani, le ville venete e l’Asolo prosecco DOCG Superiore. Gli itinerari in e-bike consentono di attraversare lentamente un’area dove vigneti, piccoli centri, aziende agricole e luoghi d’arte restano vicini tra loro.
A completare la geografia del viaggio arrivano il Parco Grotte del Caglieron, nell’area di Fregona, i percorsi archeologici di Oderzo e i bastioni sotterranei di Treviso. La vendemmia, a quel punto, è già diventata un pretesto per conoscere molto altro.
Quando il vino diventa una porta d’ingresso
Per anni l’enoturismo è stato raccontato soprattutto attraverso la sequenza cantina, visita e degustazione. La Marca Trevigiana prova ad allargare la prospettiva: il vino rimane centrale, ma diventa la porta attraverso la quale entrare in una destinazione più articolata.
Passeggiate a cavallo tra i vigneti, laboratori caseari, attività per famiglie, visite culturali, itinerari naturalistici e prodotti locali costruiscono una rete capace di prolungare il tempo trascorso sul territorio.
Ed è probabilmente qui che si gioca una parte importante del turismo enogastronomico contemporaneo: non moltiplicare semplicemente le cose da fare, ma dare al viaggiatore una ragione per passare da un’esperienza all’altra.
A settembre, nella Marca Trevigiana, la vendemmia porta dentro il vigneto. Poi invita a continuare a vagare.
