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A Milano si assaggia l’Emilia-Romagna: il Pignoletto nel calice

Il 16 novembre al Westin Palace 17 cantine, oltre 70 etichette e una masterclass raccontano il vino emiliano-romagnolo.



Pignoletto DOC

Assaggiare l’Emilia-Romagna senza lasciare Milano. Per un pomeriggio il viaggio parte dal calice e segue il Pignoletto dalla pianura alle colline bolognesi, attraversando denominazioni, cantine e paesaggi che raccontano una parte ancora tutta da esplorare dell’enoturismo regionale.

Lunedì 16 novembre il The Westin Palace di Milano ospita “L’Emilia-Romagna nel calice: tra DOC e DOCG, dalla pianura ai Colli Bolognesi”, appuntamento promosso dal Consorzio Emilia-Romagna insieme ad AIS Milano.

Al centro ci sarà un vitigno profondamente legato a questa fascia di territorio: il Pignoletto, coltivato in un’area che si estende da Modena fino a Faenza e capace di assumere volti molto diversi a seconda della zona, della vinificazione e dello stile scelto dal produttore.

Pignoletto DOC

Diciassette cantine per assaggiare un territorio

Saranno 17 le aziende presenti e oltre 70 le etichette in degustazione. Numeri che trasformano l’appuntamento milanese in una piccola mappa liquida dell’Emilia-Romagna.

Il banco d’assaggio sarà riservato dalle 15 alle 16 a stampa e operatori, mentre dalle 16 alle 20.30 aprirà anche ai wine lover.

In mescita i vini di Anonima Agricola Viticoltori Valsamoggia, Botti, Cantina Illeri, Cantina Settecani, Cleto Chiarli, Gaggioli, Isola, La Marmocchia, Lodi Corazza, Lunati, Manaresi, Podere Riosto, Righi e Umberto Cavicchioli & F., Tenuta Santa Croce, Terre Cevico, Terre Rosse Vallania e Tizzano.

Una presenza collettiva che permette soprattutto di mettere a confronto interpretazioni differenti dello stesso territorio, parlando direttamente con chi quelle vigne le coltiva e quei vini li produce.

Pignoletto DOC

Dal Pignoletto frizzante ai Colli Bolognesi DOCG

Alle 17.30 è prevista la masterclass “Bologna. Emilia-Romagna. Viaggio tra le anime del Pignoletto”, condotta dal wine blogger Raffaele Cumani.

Il percorso partirà dalle bollicine dell’Emilia-Romagna DOC Pignoletto, espressione maggiormente legata alle aree di pianura, per salire idealmente verso i Colli Bolognesi Pignoletto DOCG.

Cambiano altitudini, terreni e interpretazioni. Nel bicchiere si passerà dal Metodo Classico agli spumanti e ai frizzanti, fino alle versioni Superiore e Classico Superiore.

Ed è probabilmente proprio questa varietà a rendere interessante il Pignoletto per chi arriva da fuori regione: un nome ancora meno conosciuto rispetto ad altri protagonisti del vino italiano, ma capace di raccontare un territorio con sfumature molto diverse.

Pignoletto DOC

Un calice che invita verso Bologna e le sue colline

La degustazione milanese può diventare anche un invito ad andare oltre il vino.

Dietro quelle bottiglie esiste infatti una geografia fatta di Bologna, Valsamoggia, colline, piccoli borghi, vigne e campagne che si distendono verso Modena e la Romagna. Un paesaggio nel quale il vino può diventare una chiave di accesso per scoprire ristorazione, prodotti locali, aziende agricole e luoghi di produzione.

Accanto al Pignoletto saranno presenti anche diverse etichette della Colli Bolognesi DOC, dal Rosso Bologna al Bianco Bologna fino alla Barbera, proposta sia ferma sia frizzante.

Una panoramica che allarga lo sguardo oltre il singolo vitigno e racconta la complessità vitivinicola delle pendici che circondano il capoluogo emiliano.

Pignoletto DOC

Un Pignoletto ancora da scoprire fuori regione

Il presidente del Consorzio Emilia-Romagna Carlo Piccinini sottolinea proprio la necessità di aumentare la conoscenza del Pignoletto fuori dai confini regionali.

L’Emilia-Romagna DOC rappresenta oggi la prima denominazione regionale per volumi e viene prodotta esclusivamente da uve Pignoletto. Sul versante collinare, invece, la Colli Bolognesi Pignoletto DOCG rappresenta il vertice della piramide qualitativa, con una produzione indicata dal Consorzio in circa 850 mila bottiglie l’anno.

Dal 2025 il Consorzio Emilia-Romagna riunisce anche i produttori dei Colli Bolognesi e conta oltre 90 aziende associate, mettendo insieme realtà cooperative e produttori di dimensioni più contenute lungo una fascia produttiva che attraversa buona parte della regione.

Milano diventa così per un giorno il punto d’incontro tra chi produce e chi vuole conoscere meglio questo mondo. Ma il passaggio successivo, per chi ama viaggiare attraverso il gusto, potrebbe essere quello di seguire quelle bottiglie fino al luogo in cui nascono.

L’ingresso all’evento è gratuito con preregistrazione obbligatoria attraverso il sito del Consorzio Emilia-Romagna.

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