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Vermuteria Palermo: il bar rivelazione che mette il vermut al centro

A Palermo un listening bar dedicato al vermut conquista i Barawards: settimo in Italia e primo in Sicilia, in soli nove mesi.


Vermuteria

Alcuni locali riescono a farsi notare anche prima di essere vissuti di persona. Vermuteria, a Palermo, è uno di questi. Non ci sono ancora stata, ma è uno di quei posti che ho già segnato in agenda: di quelli che parlano il linguaggio giusto, quello che intreccia drink pensati, atmosfera e una visione chiara.

I numeri, intanto, parlano forte. Vermuteria è arrivata settima nella classifica nazionale dei Barawards ed è stata riconosciuta come Bar Rivelazione dell’Anno, prima in Sicilia, durante l’undicesima edizione del premio più osservato del settore. Un risultato notevole per un locale aperto da appena nove mesi, capace di emergere tra centinaia di candidature in tutta Italia.

Vermuteria

Il progetto nasce il 14 maggio scorso dalla visione di Giuseppe Costanza, Gioele Errera e Giorgio Naselli, nomi già noti a Palermo per il cocktail bar I Corrieri. Con Vermuteria hanno scelto una strada precisa: riportare al centro il vermut, vino aromatizzato che racconta erbe, spezie e ritualità, e farlo dialogare con una selezione curata di etichette classiche e contemporanee, vini scelti e cocktail che ruotano attorno a questo mondo.

Da formatrice, apprezzo quando un locale decide di concentrarsi su un tema e svilupparlo con coerenza. Qui il vermut non è una moda di passaggio, ma il cuore dell’esperienza. A completarla, una proposta food semplice e ben calibrata: taglieri, formaggi, focacce e opzioni di light lunch, pensate per accompagnare il bicchiere senza rubargli la scena. Il tutto da vivere sia all’interno sia nel dehors affacciato sulla piazzetta.

Vermuteria

Un altro elemento che rende Vermuteria particolarmente interessante è la sua anima di listening bar, tra i primi a Palermo. La musica non fa da contorno: diventa parte integrante del racconto. Vinili, giradischi, set dal vivo e una selezione che spazia dal jazz all’elettronica, fino a sonorità più sperimentali, costruiscono atmosfere diverse durante la serata. Anche questo, per chi lavora dietro al banco, è un dettaglio che fa la differenza.

L’ambiente riflette la stessa cura: luci rosse soffuse, tende di velluto come quinte teatrali, specchi retrò e arredi moderni che convivono senza forzature. Al centro, un grande bancone di mescita che invita a fermarsi, osservare, chiedere, assaggiare. Esattamente il tipo di luogo dove il dialogo tra cliente e bartender può nascere in modo naturale.

Vermuteria

Il riconoscimento ai Barawards conferma che progetti giovani, se ben costruiti, possono competere con realtà consolidate. Da parte mia, resta solo una cosa da fare: andarci, sedermi al banco e lasciare che sia il vermut a raccontarmi Palermo da un’altra prospettiva.

Amo questo mondo, sempre di più, perchè in fondo sono sempre Tea:)

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