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Che fine ha fatto Gastronauta?

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Nasce Cibovagare

Metto in soffitta il mio abito da gastronauta e torno a essere Davide Paolini


Il motivo del cambiamento, che non tocca solo il web e i social, ma tout court il mondo del Gastronauta, è conseguenza delle mie riflessioni durante il lungo periodo di lockdown e di pandemia.

Mi sono reso conto che l’attività incentrata soprattutto sulla ricerca e sulla valorizzazione dei giacimenti gastronomici, iniziata negli anni Ottanta (culminata con la realizzazione della poderosa Garzantina dei prodotti tipici), è arrivata a un punto di non ritorno. Ormai tanto è stato scoperto, in tanti se ne occupano, a proposito e a sproposito. È arrivato il momento di guardare oltre.

La riflessione ha spostato il mio interesse a ciò che ci circonda: l’ambiente dove prende vita il cibo. Così l’impegno futuro di Cibovagare sarà anche di occuparsi di materie prime e prodotti sostenibili che non provocano inquinamento.

A spostare l’interesse su questo focus ha contribuito fortemente l’osservazione di quanto sta succedendo nel mondo delle api, da sempre emblema di un’economia circolare e di creazione di cibo, messo in pericolo dai pesticidi e dall’inquinamento della biosfera. Un argomento che avevo già trattato, tre anni fa, nel mio libro “Il crepuscolo degli chef”.

Nondimeno, la decisione di "cambiare il mio abito" da Gastronauta è dovuta all’essere, io stesso, troppo identificato con quello "pseudonimo", creato per caso e divenuto noto con radio, tv e libri. D’ora in poi vorrò essere Davide Paolini, libero di occuparmi anche di altro, e altrove.

Un grazie ai collaboratori e a coloro che per anni hanno seguito, sostenuto e voluto bene al Gastronauta, con l’augurio che faranno altrettanto con Cibovagare.

Davide Paolini

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