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Classifiche sul panettone: c'è da fidarsi?

Le classifiche sul panettone sono discutibili per le metodologie di voto poco professionali



Ricorda molto, negli anni, il crescendo del “bolero di Ravel” ma, al tempo stesso, “Figaro” perché ormai è onnipresente. Tutti lo vogliono, tutti o quasi commercializzano quello di altri.

Perché il successo del panettone?

Il riferimento è al mio amato panettone che, desaparecido per una decina di anni dalle tavole, all’improvviso è diventato protagonista indiscusso della pasticceria, mettendo in secondo piano l’altro Figaro, ovverosia il “tiramisù”.

Perché il successo del panettone? Non solo ormai dolce natalizio, ma presente tutto l’anno in molte pasticcerie e nella Gdo, con il tre per due, in grado di decidere il destino prossimo venturo di qualsiasi prodotto gastronomico.

I motivi sono diversi: in primis, i mezzi di comunicazione che hanno cominciato a stilare le classifiche fra i diversi “artigiani” ormai famosi. Le graduatorie, nel settore “food&wine”, spingono sempre alla notorietà ristoranti, pizzerie e vini.

A seguito di questo fenomeno, assai discutibile per le metodologie di “voto” poco professionali, sono stati scoperti pasticcieri poco conosciuti, divenuti poi come il prezzemolo, al pari degli chef.
Le classifiche sul panettone hanno senso?

Pasticceri, pizzaioli e panettieri alla ribalta

Per alcuni pasticcieri, comunque, la ribalta è stata il giusto riconoscimento allo straordinario lavoro di qualità fatto nel tempo, così come per alcuni “pastry chef”, a loro volta, autori di eccellenti panettoni.

A seguire, sulle ali del successo del “panetun”, hanno cominciato a produrre anche alcuni pizzaioli (il bravo Renato Bosco) e molti panettieri. Poi anche le griffe della moda hanno ben pensato di apporre il loro marchio su questo dolce prodotto altrove.

Così la produzione è cresciuta, anno dopo anno, con una novità “positiva” nel 2021, il panettone industriale presenta una flessione del 2,5%, mentre cresce il panettone artigianale.
I migliori panettoni per Davide Paolini

Panettoni, quali i migliori?

La montagna di panettoni in vendita nella Gdo, in realtà, pur avendo packaging differenti, sono tutti sfornati da un paio di aziende industriali, basta dare un’occhiata all’etichetta e notare il prezzo diverso.

L’eccezione è “Elisenda”, frutto di joint venture tra Esselunga e Vittorio, il noto ristorante di Brusaporto, già produttore nel tempo di un eccellente panettone artigianale. Chissà se questa diventerà una “terza via”, vista la crescita dei fatturati di molti ex artigiani.

Anche quest’anno la mia preferenza (senza classifica), dopo averne testati molti di “tradizionali” (non amo il famolo strano), corre ai panettoni di fornai, quali Adriano Del Mastro di Monza e Lenti di Grottaglie, ai pasticcieri Opera Waiting di Poggibonsi, Busnelli di Arluno, la Boutique del dolce di Concorezzo, Dolciarte di Avellino, Pandolce di Marina di Massa.

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