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Grappa del Trentino IG, Marzadro confermato: energia giovane alla guida

Giovane energia e visione per il futuro della grappa trentina tra turismo, formazione e nuove modalità di racconto del prodotto.


Grappa Trentina

Tra alambicchi, vinacce e paesaggi di montagna, il futuro della grappa trentina prende forma con uno sguardo deciso. Alessandro Marzadro resta alla guida dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino per il triennio 2026-2029, confermato all’unanimità nell’assemblea del 29 aprile a Trento. Al suo fianco, ancora Bruno Pilzer alla vicepresidenza.

Classe 1986, nato e cresciuto a Nogaredo, Marzadro rappresenta una generazione che ha respirato distillazione fin dall’infanzia e oggi ne riscrive il racconto. Formazione a Pollenzo, esperienza sul campo e una visione chiara: dare nuova voce a un prodotto identitario, senza snaturarne le radici.

Il progetto è concreto e guarda lontano. Turismo della grappa, formazione degli operatori, valorizzazione del marchio Trentino Grappa e una comunicazione più diretta e contemporanea sono i pilastri del nuovo mandato. Le distillerie si trasformano sempre più in luoghi da vivere: spazi dove il visitatore incontra storie di famiglia, tecniche artigianali e profumi intensi che raccontano la montagna.

Il cosiddetto “grappaturismo” sta diventando una leva importante per il territorio. Non solo degustazione, ma esperienza: visite, abbinamenti gastronomici, percorsi che uniscono cultura e sapori. Parallelamente cresce il dialogo con il mondo della mixology, dove la grappa trova nuove interpretazioni nei cocktail bar attenti alla qualità.

«Guardiamo ai consumatori di domani con la forza della memoria distillatoria», sottolinea Marzadro. Una direzione chiara: rendere la grappa accessibile, raccontabile, viva.

Grappa Trentina

Fondato nel 1960, l’Istituto riunisce oggi 24 soci e rappresenta quasi l’intera produzione provinciale. Numeri che raccontano un comparto solido: circa 7.500 ettanidri prodotti ogni anno, pari a 2,5 milioni di bottiglie, ottenuti dalla distillazione di 130 mila quintali di vinaccia.

In Trentino la grappa non è solo un distillato: è paesaggio liquido, è cultura contadina, è identità che continua a evolversi. E con una guida giovane, il racconto ha tutta l’intenzione di farsi ancora più coinvolgente

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