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L’olio di Siena come oggetto bello: una visione che racconta le colline senesi

Una visione che unisce olio toscano IGP, design e accoglienza, raccontando le dolci colline senesi


Orgoglio della Poderina

Un olio può essere regalato, usato, consumato. Ma può anche essere visto, riconosciuto, ricordato. In questo equilibrio tra funzione e bellezza si colloca la visione di Diamante d’Alessio, che con Orgolio della Poderina ha scelto di raccontare Siena non solo attraverso il gusto, ma attraverso un’idea di tavola capace di portare con sé il paesaggio da cui nasce.

Il punto di partenza è la terra. Le dolci colline senesi, ordinate e silenziose, ospitano gli uliveti da cui nasce questo extravergine biologico e IGP, ottenuto da un blend di Frantoio, Moraiolo e Leccino raccolti a mano nel momento ideale. Un olio di grande precisione, che restituisce sentori di rucola, erba appena sfalciata, carciofo, mandorla e una nota pepata misurata. Il colore, verde chartreuse con riflessi dorati, è già racconto visivo di qualità.

Orgoglio della Poderina

Ogni fase produttiva avviene a Siena, nel rispetto rigoroso del disciplinare del Consorzio Toscano IGP, con un equilibrio consapevole tra metodi agricoli tradizionali e controllo tecnologico. Ma Orgolio non si ferma al prodotto. L’olio non è pensato per restare ai margini della tavola, bensì per abitarla, diventando parte integrante dell’esperienza del mangiare e dell’accogliere.

Da questa visione nasce l’incontro con il vetro di Ichendorf Milano, scelto come linguaggio capace di accompagnare senza sovrapporsi. Il vetro borosilicato soffiato a bocca, leggero e trasparente, valorizza il colore dell’olio e rende il gesto del versare consapevole, quasi rituale. Contenuto e contenitore dialogano con rispetto, trasformando l’olio in un oggetto che racconta prima ancora di essere assaggiato.

Orgoglio della Poderina

La collezione che ne deriva interpreta l’olio come regalo da vivere: si apre, si usa, si consuma, ma lascia qualcosa che resta. Tre set, tre modi di portare l’olio al centro della scena. Aria, con bottiglia da 500 ml e oliera slanciata, lavora sulla leggerezza visiva. Tokyo, da 250 ml, disegnata dal duo Mist-o, unisce rigore e sensibilità contemporanea. Travasi, con piattino firmato da Astrid Luglio, celebra il gesto puro del condividere.

L’olio finisce, come è giusto che sia. L’oggetto resta, continua a vivere sulla tavola e a raccontare una scelta. Ed è proprio questa durata che rende il progetto interessante anche oltre la dimensione domestica.

Orgoglio della Poderina

secondo noi, una visione così trova una collocazione naturale nell’alta ristorazione e nell’ospitalità alberghiera di livello, dove l’olio non è più un dettaglio tecnico ma parte dell’accoglienza. Ritrovarlo in tavola, in un ristorante gastronomico o nella sala di un grande hotel, significa offrire all’ospite un segno concreto di cura e coerenza. Poterlo poi acquistare in concierge o in boutique interna completa l’esperienza: ciò che è stato vissuto a tavola diventa memoria tangibile da portare con sé.

In questo senso, il progetto assume anche il valore di marketing territoriale. Orgolio non racconta solo un olio, ma porta con sé le colline senesi, il loro ritmo, la loro misura, la loro eleganza naturale. Un oggetto che diventa ambasciatore silenzioso di un luogo, capace di viaggiare sulle tavole di chi cerca qualità, bellezza e senso.

Orgoglio della Poderina

Distribuita a partire da fine gennaio 2026 in botteghe del gusto e boutique di design selezionate, e presente nelle principali fiere internazionali di settore, la collezione ribadisce una convinzione precisa: l’olio di qualità, soprattutto quando nasce a Siena, merita visibilità, rispetto e un ruolo centrale nel racconto contemporaneo della tavola e dell’ospitalità.

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