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Salina: il vino dell'Azienda Agricola Ancestrale

Come sono i vini che produce Giuseppe Mascoli all'Azienda Agricola Ancestrale di Salina



Un pomeriggio d’autunno a Malfa, sull’isola di Salina, nel cuore dell’arcipelago delle Eolie, il sole è caldo in mezzo al cielo terso.

Salina: all'Azienda Agricola Ancestrale di Giuseppe Mascoli 

Antonio Caravaglio, vignaiolo itinerante delle Eolie, ci accompagna con la sua Panda 4x4 a casa di Giuseppe Mascoli. Per entrare bisogna passare per le vigne poco più alte di un metro: la terra è sabbiosa, vulcanica, di un rosso mattone.

Il vento non è forte, ma si respira l'aria salmastra che fa sentire il mare fin nelle ossa. Arriviamo alla casa con terrazza, da queste parti le chiamano “Pinnate”, un tempo locali esposti verso il mare, dove si riponeva, la sera, l’uva malvasia dopo essere stata al sole durante il giorno.
L'Azienda Agricola Ancestrale
Non perdiamo tempo e andiamo dritti verso la cantina dalla porta di legno verde acqua. È piccola, più simile a un sottoscala nascosto tra il giardino e le mura bianche della casa.

Entrando bisogna destreggiarsi tra le anfore interrate e quelle in superficie. I kvevri (anfore interrate) permettono al vino una particolare micro ossigenazione e al vignaiolo un controllo “naturale” della temperatura.
L'Azienda Agricola Ancestrale di Salina

I vini

Il vino dell’Azienda Agricola Ancestrale è raccolto da vigne di circa settant’anni di diverse varietà: Corinto nero, Nerello Mascalese, Malvasia delle Lipari e Catarratto. Quasi tutte le vigne dell’azienda sono a piede Franco, mai nome più adatto per un vino aperto, sincero, libero come quello di Giuseppe Mascoli.

Ci mettiamo seduti in terrazza guardando il mare: sul tavolo libri sparsi, un gatto e qualche bicchiere vuoto. Giuseppe si alza, dopo averci letto qualche riga di una poesia, per farci assaggiare una bottiglia di Vino I, il primo della “trilogia enologica” dell’azienda.
Vino I dell'Azienda Agricola Ancestrale
L’etichetta è semplice, pochi fronzoli, sincera, il minimo indispensabile per quel che riguarda le direttive legislative. Al centro è disegnato un labirinto quadrato ispirato, ci spiega Mascoli, al pavimento labirintico della cappella di Sansevero a Napoli, città Natale di Giuseppe.

Il primo sorso, caldo, lascia un palato vellutato anche se il tannino è ben presente, è un 2017 eppure sembra ancora così giovane, ancora in crescita. Al naso note di elicriso, miele, un po' come il profumo dei tigli a giugno, in bocca è ben equilibrato, pieno; il gusto ricorda la liquirizia e una bella acidità che pulisce tutta la lingua.

L’esperienza sensoriale rievoca la terra vulcanica, il giardino selvaggio e il terrazzo che guarda Stromboli. Nel bicchiere c’è tutta la biodiversità dell’isola, tutta l’autenticità che ci circonda.
L'Azienda Agricola Ancestrale di Salina

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