La Lumosa: cucina d’autore nel castello gourmet della Valle Isarco
A Villandro nasce La Lumosa: quattro tavoli nella Selchkuchl di Castel Ansitz Steinbock e la cucina essenziale del giovane chef René Tschager
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La Valle Isarco continua a rivelarsi una delle destinazioni enogastronomiche più affascinanti dell’arco alpino. Vigneti che si arrampicano sui versanti, piccoli borghi medievali e una cultura dell’ospitalità raffinata disegnano un territorio dove il viaggio diventa esperienza. In questo scenario prende forma un nuovo indirizzo destinato a incuriosire i viaggiatori gourmet: La Lumosa, ristorante fine dining ospitato all’interno di Castel Ansitz Steinbock, a Villandro.

Tra vigneti ordinati e profili alpini, il castello del XV secolo custodisce una storia fatta di ospitalità e convivialità. Un tempo tribunale e locanda di paese, oggi la dimora è diventata un elegante hotel di charme guidato con passione da Elisabeth Rabensteiner, che ha trasformato gli ambienti storici in un rifugio per chi ama il buon vivere tra natura, design e cucina di alto livello.
All’interno delle antiche mura nasce La Lumosa, un ristorante che racconta il dialogo tra luce e memoria. Il nome stesso lo suggerisce: “luma”, luce, e “fumosa”, brace e fumo. Due elementi che evocano l’anima dello spazio che accoglie gli ospiti: la Selchkuchl, la stanza dove un tempo veniva affumicato lo speck. Oggi questo ambiente raccolto ospita soltanto quattro tavoli, creando un’atmosfera intima, quasi domestica, dove il minimalismo contemporaneo convive con la storia del castello.
Prima tribunale, poi locanda: la storia del castello
Non sempre tra queste mura si parlava di cucina e di vini. Nei secoli passati Castel Ansitz Steinbock fu il tribunale del paese, luogo dove si amministrava la giustizia per la comunità di Villandro e dei dintorni. Solo più tardi la dimora cambiò volto, trasformandosi in locanda per viaggiatori e mercanti che attraversavano la Valle Isarco lungo le vie commerciali alpine.

La vocazione all’ospitalità affonda quindi le radici lontano nel tempo: già nel 1750 qui si servivano cibo e vino, rendendo il castello uno dei luoghi storici della convivialità della valle. Ancora oggi le antiche stuben e i dettagli architettonici quattrocenteschi – pavimenti in legno, bovindi e cortili lastricati – raccontano una storia fatta di incontri, soste e racconti di viaggio.
È dentro questa memoria che oggi prende forma una nuova pagina gastronomica.
Lo chef René Tschager: essenzialità e visione
Al centro della cucina di La Lumosa troviamo René Tschager, classe 2000, giovane chef altoatesino già premiato ai WorldSkills Italy 2020 e insignito del titolo di Young Chef 2019 dall’Associazione cuochi altoatesini.

La sua cucina si muove lungo un filo sottile: rigore e libertà, essenzialità e immaginazione. Tschager lavora con pochi elementi, scelti con attenzione quasi artigianale, lasciando che il gusto degli ingredienti emerga con chiarezza. L’ispirazione guarda alla cucina nordica, ma le radici restano saldamente ancorate all’Alto Adige.
Ingredienti locali, tecniche contemporanee e una curiosità instancabile portano in tavola piatti che alternano leggerezza e intensità. ricette che recuperano materie prime dimenticate o evocano sapori d’infanzia, reinterpretandoli con sensibilità moderna.
Un viaggio gastronomico tra terra e mare
Il percorso proposto da La Lumosa è un racconto in 5 oppure 6 portate. Un viaggio costruito con precisione narrativa, dove ogni piatto dialoga con il successivo.
Tra le creazioni si incontrano il salmone con mela Granny Smith, kimchi e dashi, i beignet di carota con coda di bue, frutti di bosco e tartufo Perigord, il rombo con pomodoro e cerfoglio, oppure gli spaghetti alla chitarra con zafferano e gambero rosso.

Seguono preparazioni più intense come la carne di Iberico con scorzonera croccante e shiso verde, fino ai dessert che giocano con contrasti aromatici, come gianduja, rucola e kumquat.
Una cantina che racconta l’Alto Adige
Accanto alla cucina lavora con precisione il maître e head sommelier Bastian Winkler, giovane figura emergente della scena vinicola altoatesina. La sua carta attinge a una cantina spettacolare: oltre 800 etichette custodite a sei metri di profondità, con particolare attenzione ai vini dell’Alto Adige.
La cantina del castello ha ricevuto il Premio per la Cultura del Vino Alto Adige 2024, riconoscimento dedicato ai luoghi che valorizzano il patrimonio vitivinicolo del territorio.

Un castello che invita alla lentezza
Il ristorante fa parte dell’esperienza più ampia di Castel Ansitz Steinbock, boutique hotel con 12 suite tutte diverse tra loro, arredate con rovere fumé, tappeti vintage, legni locali e luci morbide. Alcune camere ospitano sauna privata o grandi vasche da bagno, trasformando il soggiorno in un invito alla lentezza.
Dalla terrazza del castello lo sguardo abbraccia la Valle Isarco e le cime circostanti: le Odle della Val di Funes, il Sasso Putia e l’Alpe di Siusi. Non sorprende quindi che la guida Gault&Millau abbia premiato Castel Ansitz Steinbock come Hotel dell’Anno 2024, riconoscendo un progetto capace di unire ospitalità, cucina e paesaggio.
Per chi ama viaggiare attraverso i sapori, La Lumosa rappresenta una nuova tappa nel racconto gastronomico della Valle Isarco. Un luogo dove la storia del castello incontra la sensibilità di una nuova generazione di cuochi e dove ogni cena diventa un piccolo viaggio tra luce, brace e montagne.
