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Estate in Romagna, il Bucolica Wine Garden

In Romagna l'estate non è solo spiagge e piadina, ma anche paesaggi colorati e giacimenti gastronomici


La Romagna, troppo spesso, viene identificata solo con le sue spiagge e con la piadina, quasi il territorio fosse solo sabbia e, il cibo ristretto al pane azzimo. Invece questa terra, dove regnarono Guidi e Malatesta, offre una tavolozza di paesaggi colorati e invitanti giacimenti gastronomici.

Un assaggio potrebbe cominciare dalle prime colline, dietro Santarcangelo, borgo colto e intrigante, caro al poeta Tonino Guerra, creatore del name La Sangiovesa, locale di verace cucina romagnola. Quindi proseguire per la Rocca di Montebello nel territorio della signoria malatestiana, dove si domina il borgo di Montebello di Torriana.
I tavoli del Bucolica Wine Garden in Romagna
All’ombra della Rocca si scopre il progetto della famiglia Maggioli: i vigneti dell’azienda agricola scendono dalla collina del monte della Scorticaia, quindi gli ulivi e gli orti, in sinergia con gli allevamenti di maiali, pecore, polli, conigli, galline.

Da qui prende vita Bucolica Sangiovesa Wine Garden, coinvolgente modalità di ristorazione, gestita da due giovani, Olivia ed Alex, in uno scenario appunto bucolico: tavoli ricavati dalle botti di barriques e coperte per chi volesse sedersi su prato.
Il Nido di Saiano provato da Bucolica
Qui si gusta un menu semplice, altrove raccontato, qui veritiero, di piatti a km 0. Ho assaggiato un salame a coltello d’antan, l’originale "nido di Saiano", uovo fritto e polvere di ciccioli, un coniglio in tempura come dio comanda e un croccante pollo fritto. Per chiudere in bellezza, il gelato allo squacquerone. Tra i vini, eccellente il sangiovese Gianciotto della Tenuta Saiano e il cabernetico di Bucolica, uno dei vini ottenuto con particolari tecniche di vinificazione da Alex.
Il Pollo fritto provato da Bucolica
Le sorprese continuano nell’Olfattorio, dove il protagonista è Baldo Baldinini, mitico distillatore e alchimista di razza (Paracelso e Nostradamus, le etichette dei suoi gin dai caleidoscopici profumi). Una volta entrato ho provato la sensazione di essere in un Luna Park dei profumi, immerso a giocare tra le migliaia di boccette di botaniche, frutto di un lavoro negli anni. Così, tra sniffate e assaggi di gin, di Kermes bianco (da urlo) e di bitter, ho percorso il DiBaldo lab.
Il Negroni provato da Bucolica
La degustazione può anche continuare, quando il silenzio cade sui tavoli, al Bucolica bar, dove, un bravo bartender prepara degli ottimi cocktail: sorprendente il Negroni con Demos di Tenuta Saiano, bitter e Paracelso gin.

Così è se mi piace!

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