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Inverno slow in Carnia: lo Zoncolan da vivere, Sutrio come porta del territorio

Ciaspolate, natura, famiglie e borghi: lo Zoncolan racconta la Carnia più autentica, con Sutrio come porta del territorio


L’inverno in Carnia non chiede velocità. Chiede attenzione. Nel comprensorio dello Zoncolan, la stagione fredda diventa l’occasione per vivere la montagna in modo diverso, lontano dagli eccessi e vicino a un’idea di viaggio fatta di cammini, silenzi, scoperte graduali. Qui la neve non è solo il richiamo per sciatori esperti, ma la cornice ideale per esperienze slow pensate per chi desidera entrare davvero in relazione con il paesaggio.

Sutrio, ai piedi dello Zoncolan, rappresenta la soglia naturale di questo racconto. Borgo accogliente e vissuto, da anni interpreta il ruolo di porta della Carnia, punto di partenza ideale per esplorare valli, boschi e borghi circostanti. Non un luogo da attraversare in fretta, ma una base che orienta il viaggio e ne suggerisce il ritmo.

sutrio

Il calendario Inverno Slow proposto da Visit Zoncolan mette al centro proprio questo approccio. Le ciaspolate in quota accompagnano lungo la cresta dello Zoncolan, dove le guide raccontano la neve, il paesaggio e la montagna d’inverno, svelandone equilibri e segreti. Ancora più evocative le ciaspolate sotto le stelle, che attraversano il bosco in un’atmosfera ovattata fino alla Malga di Val di Collina, affacciata su un balcone naturale capace di restituire tutta la suggestione dell’inverno carnico.

Per chi preferisce un’andatura ancora più accessibile, i trekking invernali in fondovalle offrono passeggiate guidate tra boschi e scorci panoramici, perfette per entrare in sintonia con il territorio e con la sua dimensione più quotidiana. Anche quando la natura sembra riposare, la Carnia continua a raccontarsi: le passeggiate dedicate alle erbe invernali insegnano a riconoscere cortecce, radici, foglie e resine, con suggerimenti pratici sul loro utilizzo in cucina o in infusione.

Carnia

Accanto alla scoperta naturalistica, trovano spazio esperienze che uniscono creatività e paesaggio. Le passeggiate nel bosco tra natura e land art trasformano il cammino in un’esperienza sensoriale, grazie a opere realizzate con materiali naturali e integrate nell’ambiente. Un modo delicato per osservare il bosco con uno sguardo nuovo, senza alterarne l’equilibrio.

Grande attenzione è riservata alle famiglie. Le passeggiate notturne con le lanterne, illuminate solo dalla luce calda del petrolio, conducono nel cuore del bosco e si concludono con degustazioni di prodotti locali, trasformando l’esperienza in un’avventura condivisa. Le visite in stalla, con degustazione di formaggi e possibilità di mungitura, avvicinano grandi e piccoli alla vita rurale, mentre l’experience di avvicinamento al cavallo racconta un rapporto fatto di cura, rispetto e lentezza, completato da un pranzo tipico in agriturismo.

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Per i bambini, l’inverno diventa gioco e scoperta. I laboratori sulla neve e il Laboratorio di carnevale nel bosco stimolano fantasia e manualità attraverso materiali naturali raccolti durante l’esplorazione, unendo divertimento ed educazione ambientale.

Accanto alla natura, la Carnia svela il proprio patrimonio storico e culturale. Le passeggiate tra borghi e tradizioni conducono alla Casa delle 100 finestre di Mione a Ovaro, ai mestieri e alle storie di Paluzza, al Zardin dai Siors e a Cercivento, con le sue dimore signorili del Settecento. Percorsi che intrecciano racconto, paesaggio e piccoli assaggi, perché qui anche la memoria passa dalla tavola.

In questo mosaico di esperienze, Sutrio continua a svolgere il ruolo di centro accogliente e punto di riferimento. Da oltre venticinque anni, grazie all’Albergo Diffuso Borgo Soandri, il borgo ha scelto un modello di ospitalità che recupera le case del paese e invita i viaggiatori a viverlo dall’interno. Un modo coerente di abitare la Carnia, che ben si integra con l’idea di Inverno Slow.

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Il legame con il territorio passa anche dal gusto. Sutrio è uno dei luoghi simbolo dei Cjarsòns, ravioli della tradizione carnica dal ripieno dolce o salato, speziato e sorprendente, nati dalla storia dei cramârs e dalle spezie riportate dai viaggi. Un piatto che racconta scambi, ingegno e memoria collettiva, celebrato ogni anno con la Festa dei Cjarsòns, quando il borgo diventa una mappa del gusto carnico.

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Inverno Slow sullo Zoncolan è quindi molto più di un calendario di attività. È un invito a entrare in Carnia con rispetto, usando Sutrio come porta e lasciandosi guidare da un territorio che sa parlare a chi accetta di rallentare.

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