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Fiasconaro, 40 anni di un marchio: da Castelbuono al mondo

Dalla fontana di Castelbuono al panettone del 1988, fino a New York e allo spazio: Fiasconaro racconta quarant’anni di Madonie nel mondo.



Fiasconaro

Dalla fontana di Piazza Margherita al primo panettone del 1988, fino a New York e allo spazio: quarant’anni di un segno che continua a raccontare Castelbuono e le Madonie.

Quarant’anni possono stare dentro un segno. La sera del 16 settembre 2026, a Castelbuono, nel cuore delle Madonie, quel segno era ovunque: proiettato sulla piazza, raccontato sul palco, riprodotto sulla torta dell’anniversario. Bastava però spostare lo sguardo di pochi metri per ritrovare l’originale.
La fontana cinquecentesca di Piazza Margherita.
Nel 1986 Mario Fiasconaro affidò al giovane Sergio Barreca il compito di dare un’identità grafica all’azienda di famiglia. Barreca non andò molto lontano: prese proprio quella fontana, uno dei riferimenti di Castelbuono, e la trasformò nel marchio Fiasconaro. Quarant’anni dopo è tornato nella stessa piazza insieme a Nicola, Martino e Fausto Fiasconaro per raccontarne la nascita.
L’anniversario potrebbe fermarsi qui: una famiglia, un logo, una festa nel paese in cui tutto è cominciato. Invece è proprio da quella fontana che vale la pena partire per capire una storia gastronomica italiana molto più curiosa.
Perché pochi anni dopo la nascita del marchio, da un laboratorio delle Madonie sarebbe uscito un panettone.

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Il panettone che cambia latitudine

Il passaggio è tutt’altro che scontato.
La storia della famiglia Fiasconaro era iniziata nel 1953, quando Mario aveva aperto la sua attività a Castelbuono. Nicola cresce in pasticceria, poi viene mandato dal padre a studiare fuori dalla Sicilia. All’Istituto Superiore di Arti Culinarie Boscolo-Etoile di Chioggia Sottomarina entra in contatto con le paste acide e osserva il maestro Teresio Busnelli lavorare sulla fermentazione naturale, sulle colombe e sui panettoni.
Nicola Fiasconaro ha raccontato quella scoperta come il principio di un percorso fatto di studio dei lieviti, incontri con maestri delle paste acide e sperimentazioni sulle diverse scuole di lavorazione.
La cosa interessante accade al ritorno.
Fiasconaro non prova semplicemente a riprodurre in Sicilia uno dei dolci più legati all’immaginario gastronomico del Nord. Prende quella tecnica e comincia a farla dialogare con ciò che trova attorno a Castelbuono.
Il risultato ha una data precisa: 1988.
È l’anno che l’azienda indica per il suo primo panettone, il Mannetto, nel quale gusti e ingredienti siciliani entrano nel mondo del grande lievitato.
A distanza di quasi quarant’anni quella scelta appare quasi naturale. Nei primi anni Ottanta, però, portare stabilmente il panettone dentro una pasticceria delle Madonie significava spostare un confine gastronomico.
Non cambiare la tecnica per trasformarlo in altro, ma cambiare il paesaggio che quella tecnica poteva raccontare.

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Dentro l’impasto entra la Sicilia

Mandorle, arance, pistacchi, cioccolato e frutta siciliana diventano progressivamente parte del vocabolario Fiasconaro. Tra questi ingredienti, uno possiede però una forza geografica particolare: la manna delle Madonie.
Nasce dalla linfa dei frassini coltivati sulle montagne tra Castelbuono e Pollina. Durante l’estate la corteccia viene incisa e la linfa, a contatto con l’aria e il sole, solidifica formando i caratteristici cannoli bianchi. È una materia prima che porta con sé un territorio preciso e il lavoro di chi continua a raccoglierla.
Così il panettone comincia ad avere un altro accento.
La terza generazione della famiglia lo racconta oggi con grande chiarezza. Agata Fiasconaro ha spiegato come nei primi anni Ottanta sia iniziato il percorso per portare in Sicilia il grande lievitato e restituirgli progressivamente una dimensione legata all’Isola attraverso gli ingredienti: non soltanto pistacchio, ma manna delle Madonie, cioccolato di Modica, fragoline, pesche e altre produzioni siciliane.
Qui probabilmente si trova la parte più interessante della storia Fiasconaro.
Il panettone non serve soltanto a vendere un dolce. Diventa un mezzo per far viaggiare un territorio.

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Da Piazza Margherita a SoHo

Quel viaggio, a un certo punto, attraversa l’Atlantico.
A New York, Fiasconaro è presente commercialmente da circa trent’anni. Nel 2025 l’azienda ha compiuto un passo ulteriore aprendo il suo primo pop-up store statunitense al 422 West Broadway, nel quartiere di SoHo.
Ed è qui che la storia torna curiosamente al punto di partenza.
Nel cuore dello store newyorkese compare un elemento ottagonale che richiama espressamente la fontana di Piazza Margherita a Castelbuono, la stessa che nel 1986 aveva ispirato il marchio.
Quasi diecimila chilometri più in là, Fiasconaro avrebbe potuto nascondere la propria geografia per diventare semplicemente un marchio italiano.
Ha fatto l’opposto.
Ha portato a Manhattan una piazza delle Madonie.

Fiasconaro

E poi arrivò lo spazio

Durante la festa per i quarant’anni del marchio, tra gli ospiti di Piazza Margherita c’era anche Paolo Nespoli.
Un astronauta alla festa di una pasticceria siciliana potrebbe sembrare una presenza costruita per stupire. Dietro, invece, esiste un’altra storia.
Nel 2007 Nicola Fiasconaro realizzò un dolce pensato per lo Space Convivium, esperienza tornata al centro nel settembre 2026 con la mostra Life in Space – Il Cibo nello Spazio organizzata al GAL Hassin di Isnello, ancora una volta nelle Madonie.
La celebrazione del quarantesimo anniversario ha riunito Nespoli, il presidente del GAL Hassin Pino Mogavero, Emanuele Viscuso, Umberto Cavallaro e i pastry chef Giuseppe Amato e Denis Dianin, mentre la brigata Fiasconaro ha lavorato anche su dolci ispirati al rapporto tra pasticceria e spazio.
Castelbuono, New York, lo spazio.
A raccontarla così potrebbe sembrare una traiettoria costruita a posteriori. In realtà il filo rimane sorprendentemente semplice.

Fiasconaro

Quarant’anni dopo, bisogna tornare alla fontana

Alla fine della serata del 16 settembre è arrivata una torta dedicata ai quarant’anni del marchio. La forma scelta? Ancora quella della fontana.
Agli ospiti sono stati consegnati un panettoncino celebrativo e i ricci di mandorla. Intorno, musica, arte e riferimenti alle Madonie hanno riportato continuamente il racconto verso Castelbuono.
Forse è proprio questo che rende interessante Fiasconaro per chi viaggia attraverso il cibo.
Una gelateria aperta nel 1953 in un paese della provincia di Palermo. Un ragazzo che va al Nord, incontra la lievitazione naturale e porta il panettone in Sicilia. Il Mannetto del 1988. La manna raccolta dai frassini delle Madonie. New York. Lo spazio.
Tante partenze e, in fondo, un solo indirizzo.
Piazza Margherita, Castelbuono.
Quarant’anni dopo la nascita del marchio, quella fontana continua a raccontare forse la parte più interessante dell’intera storia: per andare molto lontano non è sempre necessario allontanarsi da ciò che si è.
A volte basta riuscire a portarlo con sé.

Fiasconaro

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