Premi play e parti: l’Italia dei ristoranti si scopre così
Il podcast di Marco Colognese, con la regia di Italo Galafassi, racconta ristoranti e territori a chi sceglie di ascoltare davvero

Alcuni viaggi iniziano con una prenotazione. Altri, più sottili, partono da una voce.
“Giro d’Italia in 80 ristoranti”, il podcast firmato da Marco Colognese e prodotto da Making-of in collaborazione con il Consorzio Tutela Provolone Valpadana, è uno di quei progetti che trasformano l’ascolto in un itinerario reale, fatto di indirizzi, incontri e suggestioni che chiedono solo di essere vissute.
Premi play, qui https://open.spotify.com/show/6wvvbsLTy5ZjF8ZMOn3TiC?si=433903ad2a7d4450
Dietro al progetto, insieme a Colognese, anche la regia e produzione di Italo Galafassi, che contribuisce a dare ritmo e profondità a un racconto che scorre naturale, senza forzature, lasciando spazio alle storie e alle persone.
Colognese non è semplicemente un osservatore della ristorazione: è uno di quelli che la percorre davvero. Da oltre venticinque anni attraversa l’Italia fermandosi nei ristoranti, incontrando cuochi e ristoratori, costruendo una conoscenza diretta e concreta. Negli ultimi anni il suo ritmo lo ha portato a visitare fino a 300 locali all’anno, trasformando ogni esperienza in contenuto, ma soprattutto in relazione.

Nel suo percorso ha collaborato con alcune tra le più importanti guide e testate di settore, diventando una voce autorevole, ma sempre capace di restare vicina alla realtà quotidiana della ristorazione. Il suo approccio evita classifiche e giudizi netti: preferisce raccontare, entrare nei contesti, restituire identità.
Ed è esattamente questo che accade nel podcast.
Il formato non è casuale: il podcast permette di rallentare, di ascoltare davvero. Intercetta un pubblico attento, consapevole, che sceglie cosa seguire e lo fa con cura. Un pubblico che non consuma distrattamente, ma si lascia accompagnare. E spesso, da quell’ascolto, nasce un viaggio.
Nelle prime puntate che abbiamo ascoltato, il percorso prende forma attraversando l’Italia con tappe precise, concrete, diverse tra loro ma unite da una forte identità.

Si parte da Achiappagusto ad Arcugnano, nel Vicentino, dove la dimensione familiare diventa chiave di lettura della cucina,
si passa da Adagio a Calamandrana, tra le colline dell’Astigiano, dove ospitalità e paesaggio dialogano con naturalezza,
fino all’Osteria Ophis di Offida, nelle Marche, dove il centro storico entra nel racconto.
Poi il viaggio si apre:
Il Passaggio a Montalcino, dove il vino è parte integrante dell’esperienza,
Gran Baita a Selva di Val Gardena, tra montagna e cucina contemporanea,
Mater a Moggiona, nel cuore del Casentino, dove la stagionalità guida ogni scelta,
Stua da Legn a Livigno, con una cucina naturale che parla il linguaggio dell’altitudine.

E ancora:
Artema nei Sassi di Matera, dove la storia diventa materia viva,
Vi-Or a Cerea, dentro una villa che racconta il Veneto più autentico,
La Gardiana a Chia, in Sardegna, con lo sguardo aperto sul mare,
Hebbo a Dobbiaco, in un contesto sorprendente tra natura e ricerca.

Non una guida, non una classifica. Piuttosto una raccolta di storie che diventano inviti.
Il valore del progetto sta proprio qui: nel passaggio dall’ascolto al desiderio. Ogni episodio suggerisce una direzione, accende una curiosità, costruisce una relazione tra chi racconta e chi ascolta.
In un tempo in cui tutto scorre veloce, fermarsi ad ascoltare è una scelta. E da quella scelta, sempre più spesso, nasce il viaggio.