ERT1050: dove la montagna crea bollicine
La nuova cantina trentina del gruppo porta nel Trentodoc un’interpretazione di montagna, unendo precisione, altitudine e una visione che valorizza il territorio.

L’universo Oniverse è nato nel mondo della moda e dello stile, ma da tempo parla anche la lingua del vino con grande naturalezza. Dentro questo gruppo multibrand — che comprende realtà come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Atelier Emé e Signorvino — sta prendendo forma un progetto vitivinicolo capace di raccontare l’Italia attraverso un percorso di qualità, territori distinti e una visione moderna del bere bene.
Questo progetto si chiama Oniwines, e in pochi anni è diventato un polo enologico fatto di luoghi, vigne e persone che condividono un’idea molto precisa: dare valore ai vigneti italiani più espressivi, lasciando parlare i vitigni e il paesaggio senza sovrastrutture.

Guidato da Federico Veronesi, Oniwines raccoglie oggi sei cantine molto diverse fra loro, scelte per la loro identità territoriale e per la capacità di raccontare in bottiglia sensibilità contemporanea e carattere. Dal Verdicchio di Villa Bucci ai rossi della Valpolicella firmati La Giuva, dalle vigne ventose di Guardia Grande in Sardegna ai vini vulcanici dei Colli Albani con Tenimenti Leone, fino alle etichette piemontesi di Pico Maccario: ogni realtà del gruppo aggiunge un frammento di paesaggio, una sfumatura di stile, un accento diverso al racconto del vino italiano.
Oniwines non punta sulla quantità, ma su un portafoglio mirato, fatto di scelte precise. Ed è in questo quadro che si inserisce ERT1050, il progetto trentino che porta il gruppo nel mondo del Trentodoc Metodo Classico, una delle bollicine di montagna più riconosciute a livello internazionale per rigore, freschezza ed eleganza.
ERT1050: una cantina che si arrampica sulle pendici del Monte Baldo
Nel territorio di Brentonico, all’interno del Parco del Monte Baldo — un balcone naturale affacciato tra Adige e Garda, noto a botanici di tutto il mondo come “Giardino d’Italia” per la varietà unica di specie floristiche — Oniwines ha scelto di dare vita a un progetto che profuma di altitudine e sfida.
ERT1050 prende forma in località Seandre, dove la montagna detta legge: pendii ripidi, terreni poveri, escursioni termiche marcate e una luce tersa che scolpisce profumi e acidità. Qui la viticoltura è un gesto fisico, verticale, fatto di scelte quotidiane che assomigliano più all’alpinismo che all’agricoltura tradizionale.
Il nome non è un vezzo:
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ERT, nel dialetto trentino, significa costa di monte;
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1050 è la quota del vigneto più alto, il punto esatto dove la vite sfida il clima e affonda le radici in un terroir che profuma di roccia, muschio e vento fresco.

La cantina si inserisce nel paesaggio con un’architettura essenziale, quasi mimetica: il tetto verde, le superfici brunite che richiamano la corteccia, il cemento bocciardato color delle strade bianche, i volumi semi-ipogei che dialogano con la roccia. Il risultato somiglia a una fortezza silenziosa che si lascia abbracciare dalla montagna invece di dominarla.
Nel livello interrato riposano vini e lieviti, in un ambiente di luce minima e ritmo lento. Il piano superiore è invece un cannocchiale aperto sull’altopiano, una sala degustazione che invita a guardare fuori prima ancora di portare il calice alle labbra. Gli interni seguono la palette del bosco: verdi profondi, aranciature autunnali, legni materici.
Il primo Trentodoc ERT1050: bollicine che parlano la lingua dell’altitudine
Il debutto della cantina è un Metodo Classico Brut da uve 100% Chardonnay, affinato 24 mesi sui lieviti.
Il colore paglierino con riflessi verdolini richiama l’erba d’altura; il perlage è finissimo, tesoro delle basse temperature e della lunga permanenza in bottiglia. Il naso racconta fiori bianchi, mela golden di montagna, sensazioni saline. In bocca regala energia, precisione, un sorso che allunga e ritorna.
È un vino che somiglia ai luoghi dove nasce: essenziale, autentico, nitido. Un Metodo Classico che esprime altitudine, luce, vento, fatica e pazienza.
ERT1050 secondo Oniwines
Federico Veronesi parla di ERT1050 come di un progetto che unisce natura e conoscenza. L’impressione è esattamente questa: non un esercizio di stile, ma un modo per raccontare cosa accade quando la vite incontra la montagna e chi la coltiva accetta di farsi guidare dal paesaggio invece di forzarlo.
ERT1050 non è semplicemente la sesta cantina del gruppo: è la voce d’alta quota che mancava nel mosaico Oniwines. Ed è una voce che promette di crescere, annata dopo annata, mano a mano che quelle pendici ripide diventeranno confidenza.


