Relais Poderi Luigi Einaudi, a Dogliani il wine retreat da vivere con le amiche
A Dogliani un relais tra degustazioni, piscina panoramica e colline UNESCO per vivere le Langhe lentamente

Ogni tanto capita di fantasticare su quei viaggi semplici ma bellissimi da fare con le amiche. Niente programmi frenetici, niente città da attraversare di corsa. Solo colline, vino buono, chiacchiere infinite e un posto capace di far dimenticare il telefono per qualche ora.
Le langhe, da questo punto di vista, hanno un talento speciale. E Dogliani — più discreta, meno rumorosa rispetto ad altri indirizzi piemontesi — riesce ancora a conservare quell’atmosfera autentica che rende tutto più vero.
Il Relais Poderi Luigi Einaudi è uno di quei luoghi che immagino perfetti per un weekend così. Un posto dove arrivare il venerdì sera, aprire la finestra della camera sulle vigne e pensare immediatamente: “Ecco, era proprio questo che cercavo”.
La strada per raggiungerlo attraversa filari ordinati, piccoli borghi e curve panoramiche che sembrano fatte apposta per rallentare il ritmo. Poi appare la dimora storica della famiglia Einaudi, immersa nelle colline patrimonio UNESCO. Un edificio elegante ma mai freddo, dove il fascino non nasce dal lusso ostentato ma dall’atmosfera.

E forse è proprio questa la prima cosa che colpisce: il relais non cerca di impressionare. Ti accoglie.
La casa risale alla fine del Settecento ed è stata per anni residenza estiva della famiglia Einaudi. Camminando negli spazi comuni, tra mobili originali, fotografie storiche, salotti silenziosi e dettagli d’epoca, si percepisce ancora il carattere autentico di una dimora privata vissuta davvero.
Luigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica Italiana, era profondamente legato a Dogliani e al vino. Non soltanto un uomo delle istituzioni, ma un produttore visionario che già alla fine dell’Ottocento aveva intuito il valore del territorio langarolo e della viticoltura di qualità. Ancora oggi la cantina Poderi Luigi Einaudi rappresenta una delle realtà storiche più importanti delle Langhe.
Dormire qui significa entrare dentro questa storia, ma senza formalità.
Le camere e le suite hanno quella bellezza rilassata delle case di campagna eleganti: legni chiari, tessuti naturali, luce morbida, grandi finestre aperte sulle colline. Ogni stanza sembra pensata per rallentare. Per restare qualche minuto in più a guardare il paesaggio prima di uscire.
E già immagino la scena perfetta di un weekend tra amiche.
Sveglia lenta. Colazione nel giardino d’inverno. Cappuccino caldo mentre fuori le vigne si accendono di luce. Nessuna fretta di prepararsi. Qualcuna che propone una passeggiata tra i filari, qualcun’altra che preferisce restare ancora un po’ seduta a leggere.

Poi magari una degustazione in cantina.
Perché il cuore dell’esperienza, qui, è proprio il rapporto diretto con il vino e con il territorio. La cantina Poderi Luigi Einaudi si trova accanto al relais e permette di vivere visite guidate tra barricaie, vigneti e racconti di famiglia. Non le classiche degustazioni “tecniche” che finiscono per annoiare chi non è esperto, ma percorsi narrativi che parlano di paesaggio, persone e memoria.
Assaggiare un Nebbiolo o un Barolo qui cambia prospettiva. Perché fuori dalla finestra ci sono esattamente quelle colline da cui nasce il vino che si sta bevendo.
Dogliani, poi, è il posto giusto per chi cerca Langhe meno costruite e più sincere. Il centro storico è tranquillo, raccolto, fatto di piazze silenziose e scorci che invitano a camminare lentamente. Vale la pena alzare gli occhi sulle architetture firmate da Giovanni Battista Schellino, architetto visionario che ha lasciato nel borgo edifici quasi fiabeschi, tra richiami neogotici e dettagli sorprendenti.
E intanto il paesaggio accompagna ovunque.
.jpg)
Tra una tappa e l’altra si attraversano vigneti, noccioleti e strade panoramiche che collegano Dogliani a Barolo, Monforte d’Alba e La Morra. Luoghi perfetti per fermarsi in una wine house, entrare in una bottega gastronomica o semplicemente sedersi all’aperto con un tagliere piemontese e un calice di rosso.
Ma il momento che probabilmente immagino più bello al Relais Poderi Luigi Einaudi arriva nel tardo pomeriggio.
Quando il sole scende dietro le colline e tutto si colora di rosa e arancio. Quando il silenzio diventa ancora più intenso e la piscina panoramica a forma di bottiglia si trasforma nel posto perfetto dove chiudere la giornata.
È impossibile non sorridere davanti a quella forma così ironica e scenografica, immersa nel verde delle Langhe. Uno di quei dettagli che restano impressi e che raccontano perfettamente lo spirito del relais: elegante, ma senza prendersi troppo sul serio.
Ed è lì che immagino aperitivi lunghissimi con le amiche. Scarpe tolte. Capelli spettinati dal vento. Un Dolcetto di Dogliani nel bicchiere e quella sensazione rara di non avere niente da fare se non stare bene.

Forse il bello delle Langhe sta proprio qui.
Non chiedono di correre da un posto all’altro. Non hanno bisogno di effetti speciali. Funzionano con la lentezza, con i panorami, con il piacere delle cose semplici fatte bene.
Il Relais Poderi Luigi Einaudi riesce a raccontare esattamente questo. Non soltanto un soggiorno di charme, ma un modo diverso di vivere il territorio. Più intimo, più rilassato, più vero.
Un posto dove tornare con le amiche che amano il vino, le belle conversazioni, i paesaggi italiani che fanno respirare meglio e quei weekend capaci di rimanere addosso anche quando finiscono.
.jpg)