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Italianavera, “’O pommador è casa”

Da San Marzano sul Sarno a Taste Firenze: la storia di Diana Attianese e dei suoi pomodori DOP tra famiglia e territorio.


Italianavera

Tra gli stand di Taste Firenze, dove le storie si intrecciano ai sapori e ogni assaggio è una scoperta, ci siamo fermati davanti a un barattolo rosso acceso. Nome: Italianavera. Dentro, molto più di un pomodoro.

A raccontarcelo è stata Diana, sorriso diretto e occhi che si illuminano quando parla di San Marzano sul Sarno. Perché tutto parte da lì. Dai campi. Dalle estati calde passate a osservare le donne scegliere i frutti migliori. Dal profumo intenso del pomodoro appena lavorato che ti resta addosso e ti fa venire voglia di pastina o di pizza rossa anche se hai appena mangiato.

Italianavera

Una storia che sa di famiglia

Italianavera nasce ufficialmente nel 2014, ma in realtà comincia molto prima. Comincia con una famiglia che lavora il pomodoro da generazioni, con un bisnonno che avvia l’attività, con un padre che rilancia la trasformazione e con una bambina che cresce tra cassette, pentoloni e conserve fatte in giardino.

Agosto, in casa Attianese, non era solo un mese. Era un rito. Bottiglie da sterilizzare, basilico fresco nell’aria, chiacchiere tra donne e quella gestualità antica che trasforma un frutto maturo in memoria liquida per l’inverno. Diana ha preso tutto questo e lo ha trasformato in un brand che parla di territorio, ma anche di identità.

Italianavera

Pomodoro, ma con carattere

A Taste ci ha colpito una cosa: qui il pomodoro ha un nome e un volto. Il San Marzano DOP si chiama “Padre”. Non è marketing furbo, è dichiarazione d’origine. È il pomodoro che per Diana rappresenta l’inizio di tutto, il riferimento assoluto.

Poi ci sono gli altri:

  • il pomodorino giallo, dolce e sorprendente,

  • il Piennolo del Vesuvio DOP, sapido e vibrante,

  • una linea di sughi naturali che vanno dal basilico fresco alle melanzane, dalle olive di Gaeta con capperi di Pantelleria IGP fino al tartufo nero estivo.

Niente conservanti, niente coloranti. Lavorazioni semplici, manuali, pastorizzazione a bagnomaria. Ogni cotta parte da centinaia di chili di pomodori selezionati. Il risultato? Un sugo che non copre, ma accompagna. Che sa di casa, ma funziona benissimo anche in una cucina contemporanea o in una pizzeria attenta alla materia prima.

Italianavera

Il pomodoro come cultura pop (all’italiana)

Italianavera non è nostalgica. È radicata. C’è differenza. Racconta la mamma che cucina e la nonna che prepara la domenica, ma lo fa con leggerezza, con uno stile fresco, quasi ironico. Il pomodoro diventa un simbolo di quotidianità felice, di tavole condivise, di fantasia semplice.

Non a caso il brand è molto presente nel mondo della ristorazione e delle gastronomie di ricerca, in Italia e anche all’estero. E mentre assaggiavamo un cucchiaino di passata – sì, liscia, senza pane, per capirla davvero – veniva naturale pensare a quante storie può contenere un barattolo fatto bene.

Italianavera

Una tappa da segnare per chi ama il prodotto vero

A noi di Cibovagare piace quando dietro un prodotto c’è una voce autentica. Italianavera è questo: Campania vera, mani esperte, memoria che diventa progetto. E la sensazione che il pomodoro, quando è coltivato e trasformato con cura, non sia solo un ingrediente, ma un pezzo di identità italiana.

Taste Firenze è stato l’incontro. Il resto è voglia di tornare a San Marzano, tra i campi rossi di sole, per capire ancora meglio da dove nasce quell’oro che, a tavola, sembra semplice… ma semplice non è mai.

Italianavera

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