Caseus 2026, il Veneto mette il formaggio al centro del racconto
536 formaggi, sette DOP venete, grandi chef e campioni dello sport: Caseus 2026 trasforma Villa Contarini nella capitale del mondo caseario.
- A piazzola sul brenta 536 formaggi in concorso e oltre cento appuntamenti. ma caseus racconta molto più di una competizione: territori, filiere, cucina, sport e cultura casearia.
A Piazzola sul Brenta 536 formaggi in concorso e oltre cento appuntamenti. Ma Caseus racconta molto più di una competizione: territori, filiere, cucina, sport e cultura casearia.
Una forma di formaggio può raccontare molte più cose di quanto sembri. Può parlare del latte, degli animali, dei pascoli, delle stalle, delle persone che lavorano nei caseifici e del tempo necessario per arrivare alla maturazione. Può raccontare anche cucina, salute, sport, economia, turismo e identità territoriale.
È questa una delle chiavi più interessanti per leggere Caseus 2026, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova.
I numeri sono importanti: 536 formaggi in concorso. Di questi, 419 partecipano al 22° Concorso Regionale dei Formaggi del Veneto e 117 all’8° Concorso Nazionale dei Formaggi di Fattoria, con produzioni provenienti da dodici regioni italiane. Intorno, oltre cento appuntamenti tra degustazioni, masterclass, cooking show e incontri.
Ma fermarsi ai numeri significherebbe perdere la parte più interessante.

Una geografia del formaggio
Caseus negli anni ha allargato il proprio campo visivo. Accanto al concorso veneto sono arrivati i formaggi di fattoria italiani, le produzioni europee di Caseus Mundi e il Festival delle DOP Venete, giunto alla tredicesima edizione.
Villa Contarini diventa così per due giorni una sorta di geografia del formaggio.
Dietro Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave e Provolone Valpadana non esistono soltanto disciplinari e tecniche produttive. Esistono montagne, pianure, allevamenti, economie locali, cucine e modi differenti di trasformare il latte.
È qui che Caseus supera la dimensione della manifestazione gastronomica: nello stesso luogo si incontrano chi produce, chi cucina, chi studia, chi tutela e chi assaggia.
E soprattutto emerge una domanda: come si racconta oggi il formaggio a chi non vive quotidianamente il mondo caseario?
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Il Grana Padano incontra movimento e nutrizione
Una delle risposte più interessanti dell’edizione 2026 passa dallo sport, dalla cucina e dalla quotidianità.
Nell’area dedicata a Grana Padano prende forma il progetto “Il formaggio che nutre il movimento”: non soltanto ricette e degustazioni, ma cooking talk nei quali lo stesso alimento viene osservato attraverso cucina, nutrizione, attività fisica e benessere.
A tenere insieme questi mondi sarà Elisa Dorotea, anima de La Cucina di Elisa, chiamata a dare ritmo agli incontri con un linguaggio diretto, contemporaneo e capace di mettere in relazione chef, nutrizionisti, sportivi e pubblico.

Una parte del programma nasce dalla collaborazione con Healthy Chef di Venicepromex, che porterà a Caseus due momenti costruiti sul rapporto tra alimentazione e movimento. Sabato 3 ottobre Tino Vettorello dialogherà con il nutrizionista Francesco Francini e con Monica De Gennaro, pallavolista dell’Imoco Volley. Domenica 4 ottobre sarà invece protagonista Stefano Polato, insieme al nutrizionista Daniele Nucci e a una sportiva ancora da definire.Accanto a questo percorso, il Grana Padano incontrerà anche tre chef chiamati a metterne alla prova versatilità e capacità espressiva: Andrew Lonardi, Daniele Zennaro ed Eleonora Andriolo. Tre personalità diverse della cucina contemporanea, messe al servizio di un prodotto capace di diventare materia narrativa, tecnica e gastronomica.
A completare il racconto ci sarà anche Sofia Stefan, rugbista della Nazionale femminile, protagonista di uno dei cooking talk dedicati al rapporto tra nutrizione, energia e attività fisica.
Il risultato è un racconto del Grana Padano più ampio del semplice assaggio: energia, recupero, equilibrio alimentare, cucina e sport entrano nello stesso spazio.
Cibovagare curerà quest’area e il suo racconto, lavorando proprio sulla relazione tra prodotto e nuovi linguaggi, senza separarlo dalla sua identità e dal suo valore quotidiano.

Sette DOP, sette campioni
Lo sport ritorna anche in un secondo percorso costruito per Caseus 2026 da GlobetrotterGourmet, con Adua Villa e Marco Colognese: mettere in relazione le sette DOP casearie venete con sette protagonisti dello sport.
Non semplici testimonial, ma abbinamenti costruiti sui caratteri.
Il Monte Veronese DOP incontra Silvio Fauner attraverso montagna, tenacia e spirito di squadra. Il Grana Padano DOP trova in Novella Calligaris eleganza e longevità. Il Montasio DOP dialoga con Sara Simeoni sulla leggerezza e sulla precisione.
Poi Gelindo Bordin per l’Asiago DOP, Dino Meneghin per il Piave DOP, Francesca Porcellato per la Casatella Trevigiana DOP e Dorina Vaccaroni per il Provolone Valpadana DOP.
Sette storie che gli chef trasformeranno in altrettanti piatti.
Ne esce quasi un atlante del Veneto: montagna e pianura, resistenza e delicatezza, forza e precisione. Il formaggio diventa il punto di partenza per raccontare molto altro.

Un osservatorio sulla filiera
È questa evoluzione a rendere Caseus particolarmente interessante.
Il concorso resta centrale perché misura qualità e varietà delle produzioni. Ma intorno alle forme cresce un ecosistema nel quale convivono piccoli produttori, grandi DOP, chef, ricercatori, istituzioni, sportivi e pubblico.
Sabato 3 ottobre alle 15 il Distretto Lattiero-Caseario Veneto porterà inoltre a Villa Contarini un confronto sul futuro della filiera con Regione del Veneto, Università degli Studi di Padova e comparto produttivo.

Perché parlare di formaggio significa anche parlare del futuro delle stalle, del valore del latte, delle competenze dei casari, della tenuta economica delle aziende e della capacità di mantenere vive produzioni che coincidono spesso con la storia dei territori.
Per questo Caseus oggi interessa anche chi non è un tecnico o un addetto ai lavori.
Si arriva a Piazzola sul Brenta pensando di trovare 536 formaggi in gara.
Si scopre che, dentro quelle forme, passa una parte importante dell’Italia.

