Vinetia Tasting, il Veneto nel calice (e nei territori)
A Santa Lucia di Piave 800 etichette, 8 Consorzi e masterclass AIS. Cibovagare racconta il valore enoturistico del vino venete

Il Veneto del vino non è solo una questione di numeri. È paesaggio, economia, accoglienza, cultura materiale. È lavoro quotidiano tra filari, colline, pianure e lagune. Domenica 22 marzo, a Santa Lucia di Piave, tutto questo si ritrova in un unico grande racconto: Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice, firmato AIS Veneto.
Cibovagare sarà presente al completo. Non solo per degustare 800 etichette di 150 aziende, ma per osservare da vicino come il vino continui a essere uno dei motori più forti del territorio veneto, anche – e soprattutto – dal punto di vista enoturistico.

Un territorio che si presenta unito
La quinta edizione dell’evento riunisce produttori selezionati per la Guida Vinetia e, per la prima volta, otto Consorzi di tutela: Valpolicella, Lugana DOC, Bardolino, Lessini Durello, Custoza, Soave, Conegliano Valdobbiadene prosecco Superiore DOCG e Garda DOC.
Non è un dettaglio. Mettere insieme aziende e consorzi significa mostrare l’anima collettiva del Veneto del vino. Significa raccontare territori che hanno identità precise, ma che condividono una visione: tutela, qualità, promozione, capacità di dialogare con il mondo.
Dietro ogni denominazione non c’è solo un disciplinare, ma un sistema fatto di imprese, famiglie, ristorazione, ospitalità, paesaggio. Il vino in Veneto non è un settore isolato: è un’infrastruttura culturale ed economica che sostiene intere aree, dalle colline patrimonio UNESCO del Conegliano Valdobbiadene alle sponde del Garda, dalle terre vulcaniche del Soave alle valli della Valpolicella.

Il vino come esperienza, non solo come prodotto
Per Cibovagare il vino è racconto, ma è anche viaggio. È il punto di partenza per scoprire cantine, borghi, ristoranti, agriturismi, strade del vino, piccoli musei d’impresa.
Eventi come Vinetia Tasting ci permettono di leggere le tendenze, capire come stanno evolvendo le denominazioni e intercettare nuove opportunità per l’enoturismo. Perché oggi il visitatore non cerca solo una bottiglia: cerca un’esperienza completa, autentica, ben raccontata.
E qui entra in gioco una figura chiave.

Il valore del sommelier: formazione, contenuti e accoglienza
AIS Veneto non organizza solo un banco d’assaggio. Porta in campo competenza, formazione e capacità di mediazione culturale. Durante la giornata, i sommelier accompagneranno il pubblico in percorsi guidati, in italiano e per la prima volta anche in inglese, con degustazioni tematiche che partiranno ogni dieci minuti a partire dalle 10.30.
Non sarà una semplice introduzione ai vini in assaggio, ma un vero lavoro di lettura territoriale: denominazioni, vitigni, suoli, scelte produttive e identità stilistiche verranno raccontati da professionisti abituati a tradurre la complessità in esperienza.
Le masterclass rappresentano il cuore più verticale e formativo dell’evento e portano la firma di tre nomi di riferimento della sommellerie regionale e nazionale.
Cristian Maitan, Miglior Sommelier AIS d’Italia 2023, guiderà i partecipanti alla scoperta dei Metodo Classico veneti, approfondendo tecnica, territorio e potenzialità evolutive, e condurrà una verticale di sei annate di Amarone della Valpolicella Docg Case Vecie, offrendo una lettura comparata nel tempo di uno dei grandi rossi italiani.
Michele Manca, Miglior Sommelier del Veneto 2022, accenderà i riflettori sui vitigni storici e sulle varietà minori della regione, un tema centrale per chi guarda al futuro del vino attraverso il recupero dell’identità.

Alberto Toffanello, Miglior Sommelier del Veneto 2025, accompagnerà il pubblico nella comprensione della tradizione dei vitigni bordolesi in Veneto, spiegandone radicamento, interpretazioni e prospettive.

Non è solo un programma tecnico. È un esempio concreto del valore del sommelier nella filiera: professionista della narrazione, interprete del territorio, figura sempre più centrale anche nell’accoglienza in cantina.
Un sommelier preparato non si limita a servire un vino: lo contestualizza, lo collega al suolo, alla storia, al produttore. In cantina diventa ambasciatore, ponte tra azienda e visitatore. In un’epoca in cui l’enoturismo cresce e si struttura, la formazione è un asset strategico.
Il nostro sguardo su Vinetia Tasting
Saremo a Santa Lucia di Piave per ascoltare, degustare, incontrare aziende e consorzi, ma soprattutto per fare quello che ci sta più a cuore: raccontare il vino anche per i suoi aspetti enoturistici.
Ogni calice è un possibile viaggio. Ogni denominazione è una destinazione. Ogni sommelier è un narratore.
Il Veneto del vino non è solo da assaggiare. È da vivere. E noi saremo lì per raccontarlo.
