Castello di Meleto, destinazione enoturistica nel Chianti
Marchio Storico MIMIT, 1000 ettari tra vigne bio e boschi: degustazioni, osteria, ospitalità e esperienze nel cuore del Chianti Classico

Nel cuore del Chianti Classico, tra Gaiole e le colline senesi che alternano vigneti e grandi distese boschive, Castello di Meleto è una destinazione enoturistica completa, capace di unire vino, paesaggio, cultura e ospitalità in un unico racconto coerente.
L’ingresso nel Registro speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale del MIMIT lo colloca tra le realtà che rappresentano un patrimonio produttivo italiano consolidato nel tempo. A febbraio 2026 i marchi iscritti sono circa 970 in tutta Italia; in Toscana se ne contano 38, e soltanto 13 appartengono al comparto food & wine. Castello di Meleto entra così in un gruppo ristretto, confermando un percorso che affonda le radici nel 1256 e arriva fino a oggi con una visione chiara: custodire il territorio e renderlo vivo, accessibile, contemporaneo.
Per chi viaggia alla ricerca di esperienze autentiche, il dato istituzionale è solo il punto di partenza.

Mille ettari di equilibrio
La tenuta si estende su circa 1000 ettari, di cui oltre 800 coperti da bosco. Un patrimonio ambientale che non fa solo da cornice, ma incide concretamente sull’equilibrio dell’ecosistema. Ogni ettaro boschivo contribuisce all’assorbimento di CO₂, favorisce la Biodiversità e protegge vigneti e uliveti. Qui la sostenibilità non è uno slogan: è un sistema che coinvolge suolo, aria, insetti impollinatori e pratiche agricole.
I 130 ettari vitati sono condotti interamente in biologico e monitorati grazie a sensori e centraline che analizzano filare per filare le condizioni climatiche e vegetative. La tecnologia diventa strumento di prevenzione, riducendo al minimo gli interventi e rinunciando a concimi, diserbanti e fitofarmaci di sintesi. L’adesione al Biodistretto del Chianti, dal 2020, rafforza questa scelta condivisa con altri produttori e istituzioni locali.

In cantina l’approccio è parcellare: le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e vinificate separatamente, con microvinificazioni che possono superare le cento prove diverse tra acciaio, cemento e tonneaux. Più che sulla dimensione, l’attenzione è rivolta all’identità di ogni vigneto: Vigna Casi, Poggiarso, Parabuio, Cerreta, San Piero, Trebbio. Nomi che per l’enoturista diventano luoghi da vedere prima ancora che etichette da degustare.
Il Parco delle Api e la biodiversità
Tra i progetti più significativi c’è il Parco delle Api. Le arnie, distribuite nella proprietà, sono un indicatore naturale della qualità dell’ambiente. Con l’iniziativa “Nel Nome dell’Ape” è possibile adottare un’arnia e contribuire alla ripopolazione, sostenendo un insetto fondamentale per l’agricoltura e la biodiversità. La visita al parco, con degustazione di miele e formaggi toscani, è una delle esperienze più richieste da chi desidera comprendere il legame tra vino e ambiente.

Ospitalità diffusa tra storia e campagna
Dormire a Meleto significa scegliere tra camere nel castello, con travi a vista, pavimenti in cotto e letti a baldacchino, oppure suite nella Torre di Guardia, fino agli appartamenti ricavati nelle antiche case coloniche che circondano il maniero. Terrazze private, giardini, due piscine affacciate sulle colline: la dimensione è quella della campagna toscana più intima, lontana dai circuiti affollati.

L’Osteria di Meleto, ospitata negli spazi di un’antica fornace, propone una cucina legata ai prodotti locali e alla stagionalità. I piatti dialogano con i vini aziendali, dal Chianti Classico alle Gran Selezione, offrendo un percorso che mette in relazione calice e territorio.

Esperienze su misura
La proposta enoturistica è ampia e strutturata. Si parte dalla visita guidata del castello con degustazione di tre vini, passando per formule con light lunch o pranzo all’osteria. I tour privati in golf cart o pick-up con l’agronomo permettono di entrare nel dettaglio delle parcelle e delle scelte agronomiche. Le cooking class insegnano a preparare pasta fresca toscana, mentre l’esperienza “Crea il tuo vino” consente di assemblare un blend personalizzato da portare a casa.

Per chi cerca momenti più esclusivi esistono percorsi dedicati alle singole vigne, degustazioni in sale riservate, fino a cene private nel teatro settecentesco del castello con musica dal vivo. Un’offerta che intercetta pubblici diversi: wine lover, coppie, gruppi di amici, aziende.
Il castello è attraversato anche dal tracciato de L’Eroica, la manifestazione ciclistica internazionale che celebra le strade bianche e il paesaggio rurale. Un dettaglio che rafforza il legame con un turismo lento, fatto di fatica, panorami e memoria.

Una sintesi del Chianti Classico
Castello di Meleto rappresenta una sintesi efficace del Chianti Classico contemporaneo: grande estensione biologica, attenzione alla biodiversità, valorizzazione del patrimonio storico, proposta gastronomica coerente e un sistema di esperienze capace di trattenere l’ospite per più giorni.
Il riconoscimento come Marchio Storico di Interesse Nazionale non è soltanto un traguardo formale. Per il viaggiatore del gusto significa entrare in un luogo che ha attraversato i secoli e continua a investire sul proprio territorio, con uno sguardo concreto e misurabile.

Visitare Meleto vuol dire camminare tra boschi e vigne, ascoltare il silenzio delle colline, scoprire come nasce un Chianti Classico parcellare, assaggiare miele prodotto in azienda e concludere la giornata con un calice al tramonto. Una destinazione completa, dove il vino è il filo conduttore di un’esperienza più ampia, fatta di paesaggio, cultura rurale e accoglienza toscana.