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Il viaggio di uno strudel

Venerdì 17 febbraio, nell'ambito di Expomego a Gorizia, si parlerà dell'identità sfaccettata del dolce


Per quanto nell’immaginario collettivo, la sua identità sia strettamente collegata al Trentino Alto Adige, lo strudel è un dolce mitteleuropeo. Il nome, il cui significato è quello di spirale, vortice, allude all’usanza diffusa nel centro Europa di avvolgere un ripieno in un “vortice” di pasta e poi cuocerlo in acqua o al forno.

Nello strudel l’involucro è una pasta croccante, ottenuta da un composto di farina, acqua e burro, che viene tirata a mano e che, nella variante più popolare, diventa la base di un ripieno di mele, mollica di pane grattugiato rosolata nel burro, uvetta ammollata, pinoli e cannella. Le origini di questa ricetta sono orientali: risalgono all’impero Ottomano e si possono rintracciare nei dolci simbolo delle sue conquiste territoriali, come il baklava. Attraverso i frequenti viaggi, le continue contaminazioni e i molti contatti tra culture, lo strudel si è evoluto, arricchendosi di ingredienti, diversificandosi in base ai luoghi in cui ha attecchito e proponendosi anche in versione salata.

Passando per Budapest, la ricetta è entrata nell’impero Austro-Ungarico e da lì è arrivata anche in Italia, stanziandosi soprattutto in Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia. Gorizia, da città cosmopolita quale è, non poteva non accogliere una specialità storica dalle radici così sfumate, come lo strudel. La ricetta si è integrata nella cultura locale, assumendo caratteristiche proprie e trasformandosi nello “strucolo in straza”, lo strudel dolce avvolto in un canovaccio (straza) e poi bollito.  

Venerdì 17 febbraio, alle ore 17.00, nel padiglione D di Expomego a Gorizia, Roberto Zottar, delegato per la provincia dell’Accademia Italiana della Cucina, racconterà questa pietanza crocevia tra civiltà, descriverà la sua storia, le varianti e i diversi viaggi che le hanno conferito un’identità sfaccettata e glocale. Seguiranno delle dimostrazioni e presentazioni di ricette con ristoratori sloveni e italiani. In particolare, la Signora Sonia Stekar, dell’Agriturismo Stekar di Giasbana, dimostrerà come realizzare uno “strucolo in straza”, dalla pasta al ripieno, fino alla chiusura nella “straza”. Il pubblico potrà poi degustare il dolce caldo servito con burro fuso e cannella.

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