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Che fine ha fatto Gastronauta?

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Befana: la calza del Gastronauta

L'ultima befana ha decretato la fuoriuscita di caramelle e bon bon a favore di prodotti più ricercati



Che non siamo un popolo d’inappetenti lo si sa, ma che il 7 gennaio, non paghi delle abbuffate natalizie, continuiamo a investire sul cibo, potrebbe sorprendere i più intransigenti difensori della linea perfetta.

Un’indagine della Coldiretti ha infatti rilevato che quest’anno il 66% degli italiani, dopo la befana e con le vetrine dei negozi d’abbigliamento che pullulano di saldi, ha orientato ancora i suoi consumi verso i generi alimentari, approfittando del prezzo ridotto sui prodotti festivi.

Di fronte a questi dati, noi non ci sorprendiamo, anzi approfittiamo della priorità acquisita dalla tavola anche post vacanze natalizie per proporvi la nostra calza ideale da appendere sul camino, portata non dalla vecchia signora sulla scopa, ma da un goloso Gastronauta con forchetta in mano.

Stop a dolciumi approssimativi e via con gli investimenti consapevoli, magari all’insegna di alimenti naturali e fatti artigianalmente. Se un’uscita ci dev’essere, almeno che sia ben motivata. 

Biscotti al rosmarino e pomodori secchi

Siamo conservatori nel dire che in una calza che si rispetti non possono mancare i biscottini, però in questo caso abbiamo fatto una scelta non convenzionale: abbiamo optato per i salati al rosmarino e ai pomodori secchi inventati e fatti da Loredana Carere nel suo laboratorio artigianale messinese.

Lavorati a mano e preparati con l’olio extravergine di oliva ragusano, questi biscotti sono un concentrato pienamente riuscito di sapori e profumi siciliani, ideali per gli aperitivi e gli spuntini. 

Torta Pistocchi

La torta al cioccolato è sempre stata il nostro tallone d’Achille, ecco perché nella calza che proponiamo ci mettiamo una miniporzione di Pistocchi classica. Un ricco impasto a base di burro di cacao, cioccolato fondente di primissima qualità e pochissima crema di latte per una torta il cui nome basta a far venire l’acquolina in bocca.

Le materie prime migliori del territorio nazionale combinate e trasformate da esperte mani fiorentine che da vent’anni continuano a regalare emozioni all’intero Paese.
 

Rottame di Marron glacé

Di fronte all’imperversare della crisi, i dolciumi tendono a essere sostituiti dai prodotti naturali. Per omaggiare la frutta secca di qualità, noi nella calza mettiamo il rottame di marron glacé di Vestuto di Montella (AV).

Da un’ottima materia prima, la castagna Igp del territorio, attraverso un processo di lavorazione artigianale del prodotto fresco, con il solo ausilio del vapore per la cottura, l’azienda realizza il rottame di marron glacé colato nello sciroppo di candidatura, senza conservanti e aromatizzanti.

Crema gianduja

Alla crema gianduja di Marco Vacchieri della pasticceria Dolci Intuizioni di Rivalta di Torino non possiamo resistere. Assaporandola, si sente solo il gusto pieno della nocciola tonda gentile Piemonte IGT, niente grassi aggiunti, né vegetali, né animali.

Su come consumarla c’è solo l’imbarazzo della scelta: spalmata sul pane, sui biscotti o nature a grandi cucchiaiate. Il segreto della bontà indiscussa del prodotto? Il pasticcere non accetta compromessi sugli ingredienti, la qualità detta la scelta.
 

Amaretti di Sassello 

Come rinunciare agli amaretti Giacobbe al chinotto di Sassello? Un dolcetto semplice, composto da pochi ingredienti genuini: mandorle dolci e amare, zucchero, albume d’uovo e tutto il profumo del chinotto del luogo.

Una lavorazione artigianale che fa delle mani il principale strumento adoperato per la fabbricazione di questi pasticcini che, incartati singolarmente in bellissime carte dalla grafica vintage, fanno venire in mente opere d’arte figurativa. Una vera soddisfazione per pupille e papille.
 

 

Belle Epoque Rooibos Vert 

Non vogliamo farci mancare nulla e alla saggia strega chiediamo anche una bevanda con cui degustare i dolcetti. Dei sacchetti di lino contenenti Belle Epoque Rooibos Vert con mirtilli, ribes neri, fragole e ciliegie della boutique del tè Arte del Ricevere di Milano potrebbero essere perfetti.

Si tratta di un infuso, nato dalla fermentazione delle foglie dell’Asphaltus linearis, una pianta originaria del Cederberg in Sudafrica, e usato per le sue proprietà curative: è infallibile contro lo stress.

 

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