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Olio extravergine: come lo produce Marina Colonna

La produzione dell'olio extravergine di oliva Marina Colonna: dalla raccolta delle olive all'etichettatura



Perché il metodo di coltivazione, considerato importante nella produzione di un vino di qualità, trova pochi estimatori se si parla di olio extravergine di oliva? L’azienda agricola Marina Colonna ai suoi uliveti ci tiene eccome. E lo dimostra chiaramente nella scelta dei sistemi che usa per coltivarli.
Le olive molisane da agricoltura biologica di Marina Colonna

Agricoltura biologica e sostenibile

L’uliveto si estende per circa 55 ettari, accoglie una variegata selezione di cultivar, sia di natura autoctona, sia di altre regioni olivicole, a carattere sperimentale. La metà del terreno è coltivato secondo le normative dell’agricoltura biologica.

Quindi con strumenti che considerano il rispetto dell’ambiente, la sostenibilità degli ecosistemi e la biodiversità. I concimi sono fertilizzanti naturali, miscelati con un compost prodotto in azienda. Per evitare stress idrici e garantire il massimo equilibrio vegetale, nei mesi più caldi le piante vengono irrigate a goccia, in modo da non comprometterne lo sviluppo.

A questi sistemi, che mirano ad una esclusione consapevole di prodotti di sintesi e ogm, si aggiungono degli accorgimenti grazie alle nuove tecnologie ed alla passione verso l’olivo. Saper riconoscere il giusto momento della raccolta, per esempio, è uno di questi. Nel basso Molise è intorno a fine settembre che l’oliva raggiunge il suo splendore, con una concentrazione elevata di polifenoli, da cui derivano le proprietà più importanti di un olio extra vergine di qualità: antiossidanti e longevità.

L’azienda agricola di Marina Colonna prepara le sue squadre di persone competenti che si dedicano alla raccolta delle olive da olio tramite pettini pneumatici e agevolatori con batteria. Le olive da tavola invece sono rigorosamente raccolte a mano: una prima cernita avviene in questa fase.
La produzione di olio extra vergine di oliva di Marina Colonna

L'olio extravergine d'oliva Marina Colonna, la produzione

Per evitare la fermentazione, le olive sono trasportate subito nel frantoio e pronte per la molitura.Vengono pesate, passate dalla tramoggia al rami-defoliatore per arrivare nella lavatrice.

La molitura avviene attraverso un frangitore a coltelli con sistema di raffreddamento: le olive diventano una pasta d’olio, composta da olio, acqua e particelle solide, che viene poi gramolata in vasche di acciaio inox a temperatura controllata per circa 20’.

Due sono gli accorgimenti fondamentali che favoriscono un’elevata qualità dell’olio: il controllo dei tempi di gramolatura e il monitoraggio della temperatura dell’acqua che deve rimanere rigorosamente al di sotto di 27°C.

Ma è nelle due fasi della centrifuga che l’olio acquista la sua identità, separandosi definitivamente dall’acqua e dalla pasta. La sansa umida viene sparsa nei terreni secondo le norme ambientali vigenti e diventa un ottimo concime. Il nocciolo dell’oliva, rimosso dalla sansa, viene utilizzato come combustibile per la caldaia.

Un’economia circolare, dunque, in cui niente viene sprecato e tutto è riutilizzato nel nome di sostenibilità vera, non solo predicata a voce.
L'olio extra vergine di oliva Molensis di Marina Colonna

Imbottigliamento ed etichettatura

Le produzioni di olio ottenute dalle sedici diverse cultivar vengono conservate separate in cisterne in acciaio inox con l’ausilio dell’argon. Imbottigliamento, etichettatura, sigillo e imballaggio vengono fatti a mano.

L’anfora dell’olio Colonna è protetta da un marchio registrato per evitare la contraffazione del prodotto. Il design riprende le linee di un’antica anfora di proprietà: un modo per caratterizzare ancora di più il prodotto e per raccontare la storia di un territorio e di una famiglia appassionata all’arte dell’olio.

Quindi, tornando alla domanda iniziale, la risposta è: perché un olio sia di qualità, così come un vino, bisogna che ogni fase della filiera (dalla pianta alla bottiglia) sia eseguita nel migliore dei modi, nel rispetto della materia prima, del prodotto, del territorio e dell’ambiente.

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