Torna a inizio pagina

mareMMMa 2026: la Maremma che fa squadra nel calice

Ad Alberese 113 aziende e 582 vini: Maremma Toscana, Montecucco e Morellino uniti per raccontare identità e futuro


MareMMa

La Maremma non alza la voce. Non ne ha bisogno.
Sta lì, larga e luminosa, con il mare alle spalle e l’Amiata davanti, e lascia che siano il vento e la polvere a raccontarla.

Il 1 e 2 marzo, ad Alberese, quel racconto prende forma in un grande gesto collettivo che si chiama “mareMMMa, la Natura del vino”. Non è soltanto una degustazione. È un atto di fiducia reciproca. Tre denominazioni che scelgono di stare insieme — Maremma Toscana, Montecucco, Morellino di Scansano — per affermare che questo territorio non è una somma di sigle, ma una geografia viva fatta di vigne, mani segnate dalla potatura, salinità nell’aria e ostinazione gentile.

MareMMa

Il Granaio Lorenese diventa per due giorni una piazza rurale contemporanea: 113 aziende, 582 vini, ma soprattutto storie. Sangiovese che cambia passo tra le pendici dell’Amiata e le colline di Scansano. Vermentino che sa di macchia e luce. Vitigni autoctoni che convivono con varietà internazionali senza perdere identità.

Dietro questo racconto condiviso, tre Consorzi di tutela che lavorano tutto l’anno, spesso lontano dai riflettori.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014, è il più giovane ma anche il più esteso per numeri e superficie. Rappresenta quasi cinquecento aziende e una denominazione che negli ultimi anni ha trovato nel Vermentino una locomotiva naturale, capace di interpretare la vocazione costiera con precisione e freschezza. La sua forza è la pluralità: un territorio vastissimo che va dalle pendici dell’Amiata fino all’Argentario e all’Isola del Giglio, dove autoctoni e internazionali convivono con una libertà stilistica che è diventata cifra identitaria.

MareMMa

Il Consorzio Tutela Vini Montecucco custodisce invece una dimensione più raccolta e verticale, letteralmente. Sette comuni attorno al Monte Amiata, altitudini importanti, un Sangiovese che qui assume tensione, profondità, a volte una vena quasi montana pur restando a pochi chilometri dal Tirreno. Il riconoscimento della DOCG nel 2011 ha segnato una maturità definitiva. Oggi il Montecucco cresce con passo costante — +11,1% di imbottigliato nell’ultimo anno — e continua a investire su identità e credibilità, con un forte legame tra vino, storia e accoglienza rurale.

MareMMa

Il Consorzio Tutela Morellino di Scansano, nato nel 1992 e forte di oltre duecento soci, rappresenta una delle DOCG toscane più presenti sul mercato nazionale. Il Morellino, con il suo Sangiovese minimo all’85%, ha costruito negli anni uno stile riconoscibile: frutto nitido, equilibrio, immediatezza mai banale. A mareMMMa 2026 il Consorzio presenta ufficialmente al trade la nuova menzione Superiore, segnale di un percorso evolutivo che punta a maggiore struttura e complessità senza snaturare la bevibilità che lo ha reso popolare anche oltre confine.

MareMMa

Il momento storico resta complesso. Il vino italiano si confronta con mercati instabili, dinamiche geopolitiche in movimento, consumatori più selettivi. Eppure la Maremma risponde con coesione. I dati del 2025 parlano di imbottigliamenti in crescita per tutte e tre le denominazioni: non solo quantità, ma un consolidamento di reputazione. La scelta di unire le forze diventa così una dichiarazione di metodo: promuovere insieme il territorio, prima ancora delle singole etichette.

MareMMa

Novità di questa edizione è il formato su due giornate, due ritmi diversi per due pubblici differenti.
Domenica 1 marzo (14.30–18.30) spazio ai wine lover, agli appassionati che vogliono assaggiare, fare domande, magari programmare una visita in cantina.
Lunedì 2 marzo (10.30–18.30) giornata riservata agli operatori di settore, perché ristoratori, enotecari, distributori e sommelier restano i primi ambasciatori di questo mosaico enoico.

MareMMa

“mareMMMa” non è una semplice vetrina. È un territorio che sceglie di mostrarsi per quello che è: dinamico ma ancora integro, ambizioso ma legato alla terra. Dalla costa tirrenica fino ai borghi interni, il vino resta il modo più diretto per capire dove si è.

Appuntamento ad Alberese.
Il resto lo farà la Maremma, con quella forza quieta che non chiede attenzione, ma la conquista.

ADV