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Conte Collalto, una fuga d’estate tra vigne e castello

A Susegana, Conte Collalto apre la stagione con visite, festival, degustazioni, eBike e soggiorni tra vigneti e Castello di San Salvatore.


Conte Collalto

Nel cuore delle Colline del prosecco Conegliano Valdobbiadene, a Susegana, esistono luoghi in cui il vino non si limita al calice. Diventa paesaggio, casa, passeggiata, racconto di famiglia, sosta lenta tra filari e mura antiche. Conte Collalto appartiene a questa categoria rara di cantine che non si visitano soltanto: si attraversano.

La tenuta si sviluppa attorno al Castello di San Salvatore, tra vigneti, boschi, oliveti, una cantina storica, appartamenti per l’ospitalità e Casa Vigneti, un casolare contadino ristrutturato che conserva la memoria agricola del territorio. Un piccolo mondo autosufficiente, ordinato, profondamente legato al luogo in cui nasce. Qui il vino non arriva mai da lontano: prende forma dalle uve della proprietà, da parcelle conosciute una per una, da una lettura precisa dei suoli e delle esposizioni.

Conte Collalto

Alla guida dell’azienda dal 2007 è la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, custode contemporanea di una storia documentata che affonda le radici nell’anno 958. Numeri e date, però, raccontano solo una parte. La parte più interessante per chi ama vinovagare è un’altra: la possibilità di entrare in una tenuta viva, dove la produzione del vino, l’accoglienza e il paesaggio non sono compartimenti separati, ma elementi dello stesso racconto.

Una visita a Conte Collalto può cominciare tra i vigneti che guardano il Castello di San Salvatore, proseguire in cantina, attraversare la bottaia storica e arrivare alle sale museo, dove strumenti, documenti e oggetti raccontano secoli di lavoro agricolo. Il finale è nella Sala del Vino, con le etichette della tenuta in degustazione: dai Prosecco Superiore DOCG agli Incroci Manzoni, fino ai vitigni storici come Verdiso, Bianchetta e Wildbacher, patrimonio ampelografico che restituisce complessità a un territorio troppo spesso raccontato solo attraverso le bollicine.

Conte Collalto

Proprio questa è una delle ragioni per cui Conte Collalto merita attenzione: permette di leggere il Prosecco Superiore dentro un paesaggio più ampio, fatto di colline, castelli, vitigni minori, cucina locale, soggiorni tra i filari e percorsi all’aria aperta. Non solo degustazione, quindi, ma wine destination nel senso più pieno del termine.

Con l’arrivo dell’estate, la tenuta cambia ritmo e si apre ancora di più ai visitatori. Passeggiate tra i filari, degustazioni itineranti, percorsi in eBike, escursioni in fuoristrada storico ai piedi del Castello, picnic in vigna al tramonto e corsi di avvicinamento al vino trasformano la visita in un modo concreto per abitare, anche solo per qualche ora, le Colline del Prosecco.

Conte Collalto

Il primo appuntamento della stagione sarà Cantine Aperte, in programma il 30 e 31 maggio 2026. Due giornate dedicate a visite, assaggi e percorsi tra vigneti e cantina, con la possibilità di scoprire la bottaia storica e degustare i vini Conte Collalto in abbinamento a prodotti del territorio, dal prosciutto crudo di San Daniele ai formaggi della Latteria Soligo. Sabato 30 maggio sono previste passeggiate guidate tra vigneto, cantina e bottaia, oltre ai tour in eBike lungo un percorso ad anello tra i filari. Domenica 31 maggio la cantina aprirà le porte con visite gratuite in due fasce orarie e nuovi tour in eBike distribuiti durante la giornata.

Dal 9 al 12 luglio tornerà invece il Collalto Wine Festival, giunto all’ottava edizione: quattro giornate di degustazioni, cucina, musica e momenti immersivi che fanno della cantina un punto di incontro per appassionati, visitatori e curiosi. Un festival che sembra pensato per chi cerca un’estate diversa, meno rumorosa, più legata alla materia viva dei luoghi: un calice, una collina, un tavolo all’aperto, la sensazione di essere dentro un territorio e non soltanto davanti a un panorama.

Conte Collalto

Per chi desidera fermarsi, l’ospitalità completa il racconto. Il Prosecco Collalto Lodge nasce dagli spazi storici della cantina e offre appartamenti affacciati sul verde, con accesso diretto ai vigneti. Il Borgo del Castello, invece, accoglie gli ospiti tra le mura di un luogo sospeso, ancora abitato dalla famiglia Collalto, dove il fascino medievale incontra una sobrietà elegante e contemporanea.

Dormire qui significa cambiare prospettiva. La cantina non è più una tappa del weekend, ma il centro di una piccola geografia personale: il risveglio sulle colline, la camminata tra i filari, la degustazione al tramonto, il rientro lento in appartamento. Un modo di vivere il vino che parla a chi non cerca soltanto una bottiglia da ricordare, ma un luogo da associare a quel vino.

Conte Collalto

Conte Collalto racconta bene una direzione sempre più interessante del turismo del vino italiano: cantine capaci di diventare destinazioni, senza perdere il legame con la terra da cui nascono. A Susegana, tra il Castello di San Salvatore e le colline riconosciute dall’UNESCO, il calice diventa una chiave per entrare nel paesaggio. E forse è proprio questo il senso più autentico del vinovagare: non bere un territorio, ma imparare ad ascoltarlo.

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