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Libera tavola: la mafia si combatte a colpi di menù

Libera tavola, un ricettario che propone come ingredienti i prodotti delle terre confiscate alla mafia



Come sono le ricette degli scassaminchia? Sono piatti speciali che hanno il sapore della legalità. Così dicono Lorenzo Buonomini e Jacopo Manni, autori di "Libera tavola", ricettario insolito di Terre di Mezzo Editore.

In effetti qualcosa di diverso questo libro ce l'ha, rispetto ai numerosi altri che affollano gli scaffali nella sezione "cucina" delle librerie: le 50 ricette hanno come ispiratori i prodotti coltivati nelle terre confiscate alla mafia, quelli delle cooperative di Libera Terra per intenderci.

Un modo originale di puntare i riflettori sulla guerra alla criminalità organizzata, attraverso uno degli argomenti più popolari in questo momento, la buona tavola.

Nel ricettario si trovano sette menù tematici dai nomi eloquenti e appetitosi (Tutto bufala, La Festa dell’orto, polpette, Street food, Tutto Ripieno, Menù delle feste), seguiti dai contributi degli scassaminchia, ovvero scrittori, giornalisti, musicisti o persone comuni impegnati direttamente nella lotta alle mafie.

"Libera tavola" ospita alcuni ricordi culinari di questi personaggi: dalla “munnizza” di Andrea Camilleri (preparata con resti di verdura) agli "anelletti al forno alla palermitana", la pasta al forno preferita da Paolo Borsellino e piatto forte della sorella Rita.

Toccante la ricetta dello scrittore Attilio Bolzoni, che racconta le confidenze di Giovanni Falcone prima del suo trasferimento a Roma al Ministero di Grazia e Giustizia.

“Mi sento come uno che si sta tuffando in un mare in tempesta”, disse il giudice in un pomeriggio di febbraio del 1991, sorseggiando un bicchiere di bianco prima dell’arrivo dei suoi spaghetti ai ricci di mare.

LIBERA TAVOLA

Ricette d’autore dalle terre confiscate alle mafie
di Lorenzo Buonomini e Jacopo Manni
Terre di Mezzo Editore – Collana: Sapori
pp. 176 – 10 euro

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