Pizziera ad Alife: la pastiera diventa pizza (e funziona davvero)
Da Vino e Biga la pastiera cambia forma: pizza fritta, crema di ricotta e grano per un finale sorprendente tra gusto e territorio

Pasqua, in Campania, profuma di grano cotto, fiori d’arancio e tavole che si allungano senza fretta. Ma ad Alife, piccolo centro dell’alto casertano affacciato sul Matese, qualcuno ha deciso di cambiare prospettiva: e se la pastiera uscisse dalla teglia per finire… su una pizza?
L’idea – giocosa, golosa, decisamente fuori schema – prende forma da “vino e Biga”, pizzeria contemporanea che lavora sugli impasti con attenzione quasi maniacale e che ama spingersi un passo oltre. Qui nasce la Pizziera, un dolce che non si accontenta di essere reinterpretato: cambia proprio linguaggio.
Non è una semplice pizza dolce. È una pizza fritta, poi asciugata al forno a legna, che diventa base croccante per accogliere una crema di ricotta di pecora e grano cotto, lavorata lentamente con latte, burro, zucchero e profumi agrumati. Sopra, ciuffi generosi, crumble alla vaniglia e zest d’arancia che riportano immediatamente alla memoria la pastiera di casa, quella che si taglia a fette spesse e si mangia il giorno dopo, quando è ancora più buona.

Il risultato è un piccolo cortocircuito sensoriale: la consistenza cambia, il gesto cambia, ma il sapore resta lì, riconoscibile, quasi rassicurante. Solo che arriva in un’altra forma, più leggera, più giocosa, perfetta per chiudere una cena con qualcosa che sorprende senza spiazzare.
Dietro questa invenzione ci sono Luigi Santagata e Marco Pece, due che con la pizza ci lavorano sul serio. Il loro progetto mette insieme impasti a lunga maturazione, farine selezionate e una ricerca continua sugli abbinamenti, con un occhio sempre rivolto al territorio che li circonda. Non a caso, anche quando si parla di dolci, tutto torna: stesso impasto, stessa coerenza, stessa idea di percorso.
E Alife, con la sua Cattedrale di San Sisto a fare da sfondo e un ritmo ancora autentico, diventa una tappa curiosa per chi viaggia inseguendo sapori. Perché qui la pizza non è solo un piatto: è un modo per raccontare un territorio, anche quando decide di giocare con i suoi simboli più riconoscibili.
La Pizziera nasce per Pasqua, ma difficilmente resterà confinata a una sola stagione. Quando una cosa funziona – e soprattutto diverte – trova sempre il modo di restare.
