Birrificio B2O, la Brussa di Caorle finisce nel bicchiere
Dentro Tipicamente Caorlotto, l’agribirrificio di Giuseppe Lovati Cottini racconta orzo Eraclea, Brussa, bici e maneggio
Per capire davvero Caorle bisogna uscire dalla cartolina. Lasciare per un momento il centro storico, il lungomare, la spiaggia, le calli colorate. Prendere la strada della Brussa e attraversare quel pezzo di Veneto Orientale dove l’acqua cambia continuamente forma: canali, valli, campi di bonifica, risorgive, mare vicino, vento d’Adriatico.
È qui che il Birrificio Agricolo B2O racconta una Caorle diversa. Non quella più immediata, ma quella agricola, rurale, salmastra. Una Caorle fatta di orzo, barchesse, strade lente, ciclisti, cavalli, cucina di campagna e birra versata a pochi passi dai campi.
Dentro il progetto Tipicamente Caorlotto, B2O aggiunge una voce necessaria: quella della birra agricola. Dopo il vino, il miele, le ostriche, i ristoranti e le aziende dell’entroterra, arriva il malto. Arriva la fermentazione. Arriva una pinta capace di raccontare la Brussa di Caorle senza bisogno di slogan.
Il nome è già una piccola mappa: B2O significa Birra Brussa Oasi. Tre parole semplici, quasi essenziali. Birra, perché il prodotto resta al centro. Brussa, perché il luogo non è uno sfondo ma una radice. Oasi, perché questa parte di Caorle ha un passo più appartato, più naturale, più lento, vicina a Valle Vecchia, alle zone umide, alla foce del Tagliamento e a quel margine sottile dove campagna e mare continuano a parlarsi.
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La figura centrale di questa storia è Giuseppe Lovati Cottini, imprenditore agricolo e anima del progetto nella Brussa. È lui ad aver dato al birrificio una casa vera, una terra, una direzione. Non un semplice luogo di produzione vicino al mare, ma un agribirrificio capace di unire campi, birra, cucina, accoglienza e paesaggio.
La sede, in Strada la Brussa 216, non è un contenitore neutro. È una barchessa agricola recuperata, immersa in un paesaggio di campi e acqua. Qui la birra non nasce in un capannone anonimo, ma dentro una geografia precisa. Attorno ci sono la campagna, l’orzo, gli spazi di accoglienza, l’AgriCucina 2.0, il maneggio e la possibilità di fermarsi non solo per bere, ma per capire dove si è arrivati.
Il punto decisivo è proprio questo: B2O non racconta soltanto artigianalità, racconta agricoltura. Nei campi vicini al birrificio viene coltivato l’orzo distico Eraclea, una selezione adatta a terre forti, battute dal vento e segnate dalla vicinanza del mare. La birra nasce così da una filiera corta, riconoscibile, radicata nella Brussa. Non è un prodotto appoggiato al paesaggio: prova a nascere dal paesaggio.

Per questo, dentro Tipicamente Caorlotto, B2O è una tappa importante. Perché Caorle non è soltanto pesce, spiaggia e centro storico. È anche entroterra agricolo, campi di bonifica, strade che portano verso la Brussa, aziende che trasformano il territorio in esperienza. Il gusto caorlotto può passare da un calice di vino, da un’ostrica, da un miele di barena. Ma può passare anche da una birra: schiuma, malto, acqua, orzo e fermentazione.
E può passare da una bicicletta. La Brussa non è solo una destinazione da raggiungere in auto: è un paesaggio da attraversare lentamente. Gli itinerari che collegano Caorle, San Gaetano, Marango, Brussa e Valle Vecchia permettono di leggere il territorio prima ancora di arrivare al bicchiere. Si pedala tra campi, canali, strade di bonifica, tratti sterrati, ghiaia e aree umide. La meta non è soltanto il birrificio: è il tragitto.
Arrivare da Caorle in bici, fermarsi da B2O, bere una birra agricola e magari proseguire verso Valle Vecchia significa dare al turismo enogastronomico una forma più interessante. Il gusto non comincia quando si ordina. Comincia nel vento, nella strada, negli argini, nei campi d’orzo, nella lentezza con cui si entra nella Brussa.

B2O ha anche il merito di spostare il racconto di Caorle fuori dai percorsi più prevedibili. Non si arriva nella Brussa per caso. Si arriva perché si cerca un’altra costa: meno rumorosa, più agricola, attraversata da piste ciclabili, canali, zone umide, silenzi improvvisi. In questo paesaggio il birrificio diventa un presidio. Un luogo dove fermarsi, assaggiare, mangiare, guardare il territorio da un’altra prospettiva.
L’AgriCucina 2.0 completa il racconto. La birra agricola non resta chiusa nella sala di produzione, ma incontra il cibo, la tavola, gli ingredienti, la convivialità. È qui che l’agribirrificio diventa esperienza: non solo bottiglie e spine, ma un modo concreto per vivere la Brussa. Si arriva per una birra e si finisce per scoprire una Caorle che il turismo balneare spesso sfiora appena.
C’è poi il maneggio Brussa Horse Oasi, un altro tassello di questo piccolo mondo rurale. Il cavallo, qui, non è una decorazione turistica: è un modo diverso per entrare nel paesaggio. Birra, bici, cavalli, cucina agricola, campi e oasi naturale costruiscono una grammatica semplice ma efficace della Brussa. Si può arrivare pedalando, fermarsi a bere, mangiare, osservare gli animali, ripartire verso Valle Vecchia o restare a guardare la luce che cambia sui campi.

La birra, in questo contesto, non deve fare il verso al vino. Ha un linguaggio suo. Più diretto, più conviviale, più agricolo di quanto spesso si pensi. Nel bicchiere entrano l’acqua, il cereale, la scelta degli stili, la mano del birraio, la voglia di costruire un prodotto bevibile ma non anonimo. Una birra capace di accompagnare una sosta in campagna, un piatto dell’AgriCucina, una pedalata, un rientro dalla spiaggia, una serata d’estate.
Il rapporto con la cucina locale è uno degli aspetti più interessanti. Una birra agricola della Brussa può dialogare con i piatti di mare, con il pesce azzurro, con le sarde, con le verdure, con le carni, con i formaggi, con i sapori semplici di una cucina di territorio. Non sostituisce il vino e non lo sfida: apre un altro canale di lettura. Dove il Lison racconta la parte vitivinicola del Veneto Orientale, B2O racconta la parte cerealicola, rurale e brassicola.
La Brussa sembra fatta per questo racconto. È un paesaggio di soglia. Da una parte il mare, dall’altra la campagna. Da una parte la memoria della bonifica, dall’altra le aree naturali. Da una parte la Caorle balneare, dall’altra una Caorle più silenziosa, agricola, sorprendente. B2O sta proprio lì, come un bicchiere appoggiato tra terra e acqua.

Per questo parlare di birrificio agricolo è importante. Non basta dire “birra artigianale”. La parola agricolo cambia tutto. Significa che il prodotto non nasce solo da una ricetta, ma da una scelta di filiera. Significa che il cereale conta, che il campo conta, che la sede produttiva conta, che il luogo non è decorazione ma origine.
Giuseppe Lovati Cottini ha avuto il merito di leggere la Brussa non come margine, ma come centro possibile. Un luogo da rimettere in movimento attraverso agricoltura, accoglienza, cucina, birra e attività all’aria aperta. Il recupero della barchessa, la coltivazione dei terreni, la presenza dell’agribirrificio, del maneggio e degli spazi di ospitalità raccontano un’idea d’impresa che guarda al territorio senza trasformarlo in slogan.
Anche il nome B2O funziona perché resta semplice. Non promette mondi lontani. Dice esattamente dove siamo: Birra, Brussa, Oasi. È quasi una piccola mappa. La birra come prodotto, la Brussa come radice, l’oasi come paesaggio. Tre parole che tengono insieme produzione e destinazione.

Nel percorso di Tipicamente Caorlotto, B2O parla a pubblici diversi. Ai beer lover che cercano birre agricole vere. Ai cicloturisti che arrivano da Caorle attraversando la Brussa. Alle famiglie che cercano una sosta informale. A chi ama i luoghi rurali vicini al mare. A chi vuole capire Caorle senza fermarsi alla spiaggia.
Il turismo enogastronomico più interessante nasce proprio qui: quando un prodotto non viene separato dal suo luogo. Una birra B2O non è soltanto una bevanda fresca da bere in estate. È un racconto di orzo, acqua, campi, vento, barchessa, cucina, ospitalità. È la Brussa che entra nel bicchiere.
Caorle, vista da qui, cambia prospettiva. Non perde il mare, anzi lo ritrova in modo più profondo. Perché il mare è vicino, presente, respirato. Ma accanto al mare compaiono la terra, il cereale, la bonifica, la strada, la sosta, la schiuma appena versata.

Dentro Tipicamente Caorlotto, il Birrificio Agricolo B2O è la tappa in cui la Brussa diventa gusto. Un luogo dove la birra non è solo prodotto, ma gesto agricolo, racconto territoriale, esperienza da vivere.
Caorle, da qui, sa di malto, vento e campagna salmastra. Sa di Brussa.