Nei ristoranti giapponesi arrivano i pesci selvaggi dell’Alaska
Dal 18 maggio menu speciali con salmone selvaggio, ikura e carbonaro dell’Alaska nei ristoranti AIRG in Italia.

Dal 18 maggio prende il via una rassegna che attraversa Milano, Roma e Varallo Sesia: nei ristoranti dell’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi entrano in carta salmone selvaggio, carbonaro e ikura provenienti dalle acque fredde dell’Alaska. Un appuntamento che mette al centro la materia prima e il lavoro degli chef giapponesi in Italia, capaci di trasformare pesci e uova di salmone in una sequenza di nigiri, sashimi, donburi e piatti caldi dal gusto netto ed essenziale.
La primavera, stagione che nella cucina giapponese coincide con leggerezza ed equilibrio, diventa così il momento ideale per raccontare una pesca che nasce lontano dalle rotte intensive. I prodotti ittici dell’Alaska arrivano infatti da una filiera regolata da controlli rigorosi e da pratiche che tutelano Biodiversità marina ed ecosistema. Un tema che, anche nel mondo della ristorazione giapponese, interessa sempre di più chi sceglie il pesce non solo per sapore e consistenza ma anche per la provenienza.

A guidare questa edizione saranno tre protagonisti: il salmone selvaggio, il carbonaro – conosciuto anche come black cod – e l’ikura, le uova di salmone dal gusto iodato e persistente. Ingredienti che gli chef AIRG interpreteranno secondo registri diversi: dalla purezza del sashimi alle marinature nel miso, fino ai don di riso completati da agrumi, ponzu e yuzu.
A Milano, Finger’s Garden propone un black cod mantecato con cipolla caramellata servito in cialda di gyoza e un fiore di sashimi di salmone con ikura e salsa tartara al wasabi. Da Poporoya, storico indirizzo cittadino, l’ikura compare in gunkan, temaki e shakedon, la classica ciotola di riso con salmone e uova marinate nella soia.
Osaka punta invece sul Gindara Saikyoyaki, carbonaro marinato nel miso e poi grigliato, mentre Zero lavora il black cod dell’Alaska con salsa di miso e propone sushi e sashimi di ikura in purezza. Kokoro interpreta il carbonaro in versione stufata, con dashi, sake, mirin e zenzero fresco.

A Roma, Micachan dedica all’Alaska un piccolo percorso che comprende sashimi di salmone selvatico e “Perle del mare d’Alaska”, uova marinate servite con riso bianco, wasabi, erba cipollina e scorza di limone. In Piemonte, a Varallo Sesia, il ristorante Mambo porta in menu nigiri di carbonaro marinato con yuzu e miso e gunkan maki con ikura e salsa ponzu.
L’iniziativa continuerà fino a esaurimento del pescato disponibile e conferma una tendenza sempre più evidente: la cucina giapponese in Italia cerca ingredienti riconoscibili, stagionali e legati a un rapporto preciso con il mare. Non soltanto tecnica, quindi, ma attenzione alla provenienza e al racconto che ogni ingrediente porta con sé.
Per informazioni: www.alaskaseafood.it