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A Lana il futuro ha le mani sporche di terra

Birra analcolica, caffè artigianale e aperitivi di mela: a Lana una nuova generazione trasforma il territorio in esperienza.



Lana

birra analcolica, caffè tostato in montagna e aperitivi di mela rossa: una nuova generazione di produttori racconta l’Alto Adige con idee fresche, radici solide e una gran voglia di fare.

Da queste parti essere giovani non significa necessariamente andare via. A Lana, in Alto Adige, c’è chi ha scelto di restare, rientrare o ripartire dal maso di famiglia, guardando campi, frutteti e antiche attività con occhi nuovi.

Nessuna nostalgia bucolica, però. I giovani produttori della regione di Lana parlano di ricerca, fermentazioni, tostatura, agricoltura biodinamica, bevande analcoliche e mercati esteri. Usano materie prime locali, ma si confrontano con università, viaggiatori e nuove abitudini di consumo. Il risultato è un piccolo paesaggio imprenditoriale che rende il territorio interessante non soltanto da visitare, ma anche da conoscere attraverso chi lo abita.

La regione, che comprende Lana, Cermes, Pavicolo, Postal, Monte San Vigilio, Foiana e Gargazzone, vive in una fortunata zona di passaggio tra clima alpino e influenze mediterranee. Nei campi crescono mele, uva, castagne ed erbe aromatiche; nei giardini convivono palme e alberi di montagna. Una Biodiversità che entra nei prodotti e, sempre più spesso, anche nei racconti dei loro creatori.

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Maria Elisabeth Laimer: la birra senza alcol che non sa di rinuncia

Maria Elisabeth Laimer ha iniziato da una domanda molto concreta: perché chi non beve alcol dovrebbe accontentarsi?

La risposta è arrivata al maso Pfefferlechner, una proprietà con oltre sette secoli di storia alle spalle. Qui la famiglia Laimer accoglie gli ospiti da più di quarant’anni, da quando Martin Laimer cominciò a servire il vino del maso insieme a speck e formaggi. Nel tempo il locale è diventato un indirizzo conosciuto della zona, tra stube, cucina, tavoli all’aperto e atmosfera familiare.

Maria Elisabeth e il fratello Max hanno aggiunto un nuovo capitolo creando Freedl, indicata dall’azienda come la prima birra artigianale analcolica prodotta in Italia. Non un’alternativa triste alla birra “vera”, ma una bevanda pensata per chi vuole stare a tavola, brindare e ordinare un secondo bicchiere mantenendo la testa leggera.

Per ottenere un profilo aromatico pieno pur senza alcol è stato sviluppato un percorso di ricerca che ha coinvolto anche l’Università Tecnica di Berlino e uno specifico lievito capace di lavorare in modo diverso rispetto a quelli comunemente impiegati nella birrificazione.

La Classic punta su note floreali e sull’equilibrio tra malto e luppolo. La Citrino gioca con scorza di limone e foglie di kaffir lime. La Calma utilizza invece basilico coltivato dai Kräuter Rebellen, i “ribelli delle erbe” della Val Venosta.

Dietro le ricette si legge un cambiamento che riguarda tutta la cultura del bere. Freedl non chiede di rinunciare alla convivialità: prova, semmai, a separarla dall’obbligo dell’alcol. E lo fa partendo da un maso altoatesino, con un progetto capace di parlare anche fuori dai confini regionali.

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Josef Gander, il contrabbandiere del caffè

Il nome Kuntrawant suona ruvido e un po’ clandestino. Richiama i contrabbandieri che attraversavano le montagne portando merci preziose, caffè compreso. Josef Gander lo ha scelto per la sua torrefazione, considerata la più piccola dell’Alto Adige.

Il suo laboratorio è essenziale, costruito con materiali locali e progettato attorno a un’idea precisa: il caffè non è soltanto la tazzina bevuta di fretta al bancone. È viaggio, racconto e relazione.

Josef seleziona i chicchi nelle diverse aree di produzione e li tosta a Lana, cercando il punto in cui origine, aroma e carattere trovano un equilibrio. Durante le degustazioni spiega le varietà, il lavoro dei produttori, i metodi di estrazione e le trasformazioni che avvengono durante la tostatura.

Tra le miscele più curiose c’è Stelvio 48 Cycling Coffee, dedicata ai quarantotto tornanti del Passo dello Stelvio. Un caffè pensato per unire due passioni molto alpine: pedalare in salita e trovare, prima o poi, qualcosa di caldo ad aspettarti.

Kuntrawant racconta anche un territorio capace di guardare lontano. Il caffè arriva da altre latitudini, ma diventa altoatesino nel modo in cui viene lavorato, condiviso e inserito nella vita della comunità.

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Josef Holzner mette le bollicine nella mela

Josef Holzner è cresciuto al maso Weinsepphof, dove la famiglia coltiva mele da generazioni. Invece di limitarsi a vendere il frutto, ha scelto di seguirne un’altra possibilità.

Nasce così Sparkling Rocco, aperitivo analcolico prodotto con succo di mele a polpa rossa coltivate in azienda. Il colore rubino è naturale, così come l’effervescenza e il profilo aromatico, nel quale si ritrovano note che ricordano ribes rosso, rabarbaro e ananas.

Niente coloranti, aromi artificiali o additivi. La mela resta al centro, ma cambia abito: non più soltanto frutto, succo o strudel, bensì bevanda da aperitivo, da servire fredda e da portare a tavola anche nelle occasioni in cui si cerca qualcosa di festoso ma analcolico.

Sparkling Rocco fotografa bene la direzione presa da molti giovani agricoltori altoatesini. La materia prima non viene abbandonata; viene studiata più a fondo, fino a scoprirne utilizzi, linguaggi e pubblici diversi.

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Masi, forni e vigne da incontrare

Attorno a questi tre protagonisti si muove una rete di piccole aziende agricole e artigiane. Al maso Zollweghof il vino nasce da un approccio biodinamico che segue i ritmi delle vigne e del paesaggio. Il panificio Schmiedl, arrivato alla quinta generazione, lavora su farine selezionate, lievitazioni lunghe e pani che conservano una forte identità locale.

Nei masi della zona si trovano miele, confetture, succhi di mela, speck, formaggi e distillati. Prodotti che acquistano un significato diverso quando vengono comprati direttamente da chi li ha coltivati, trasformati o affinati.

Visitare Lana attraverso i suoi produttori significa quindi andare oltre la classica vacanza tra meleti e passeggiate. Significa entrare in una torrefazione, assaggiare una birra analcolica nata in un maso, scoprire una mela che diventa aperitivo e ascoltare ragazzi che parlano della terra senza retorica.

Il futuro della regione di Lana, a ben vedere, non arriva da lontano. Cresce già nei campi, fermenta nei tini, profuma di pane e gira lentamente dentro una tostatrice.

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