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Pastorie, ristorante di cucina abruzzese a Roma

Da Pastorie a Roma per gustare pietanze tipiche della cucina abruzzese: arrosticini, ma non solo



L’impressione è quella di entrare in un rifugio contadino delle montagne abruzzesi. Un ambiente totalmente ricostruito per dare forma alla tradizione regionale dell'Abruzzo tanto in ciò che ti circonda, quanto in quello che avrai nel piatto. Il risultato è autentico.

Angelo Del Vecchio è una di quelle persone alle quali piacciono le storie tramandate e da tramandare, cui però va dato il peso specifico dei valori. La transumanza, invece, per gli abruzzesi non è solo un regolamentato articolo di legge, ma un modello di vita che ha permesso alle comunità territoriali di crescere. Rotte dettate dalla terra e fatte di animali e persone, capaci di generare tradizioni gastronomiche dall’anima povera e dal futuro prezioso.

Pastorie, nel cuore del Pigneto romano, è il ristorante di Angelo capace di diventare un punto di riferimento nella somministrazione di storie e sapori. Tradizione contadina da gustare in una stalla elegantemente rifinita, ma informale. Così Pastorie nasce sulle storie dei pastori.
il ristorante Pastorie a Roma

Pastorie, il locale come una stalla abruzzese

Come accennato, l’ambientazione è una ricostruzione architettonica di una stalla. Le mura grigie, la percezione viva del ferro e del legno, l’illuminazione mirata, la sala spaziosa e la cucina a vista da un tavolo sociale. Nel pieno della sua capienza le voci diventano più un sottofondo, ma ci sta. Grande attenzione ai dettagli di rifinitura, dalle geometrie rigide dove servono a un’irregolare discontinuità negli spazi e nei colori dal caldo al freddo. Mise en place pulita. Nel complesso, anche se l’intenzione è quella di creare un ambiente agricolo, l’agio è quello di un locale raffinato.

Pastorie, la cucina tipica abruzzese

Il menu è stretto, che di questi tempi è una sana abitudine dedicata alla freschezza e alla qualità. Tra gli antipasti c’è L’anima della Terra, la Poesia del contadino, una Polpetta di cicoria, pecorino e acciughe, ricoperta di riso soffiato su crema di cicerchia e crema di cicoria. Un piatto dove l’acciuga rimane latente e il pregio vegetale addolcisce la spinta del pecorino. Pulito.
Polpetta di cicoria da Pastorie
Le Alicette scottate, invece, mantengono al centro la qualità del pescato fresco e appena scottato, in una marinatura di olio, peperoncino e prezzemolo. Una pietanza tipica della cucina abruzzese, che originariamente prevedeva le sarde al posto delle alici. Originali. Infine, le Pallotte cacio e ova… come una volta, dove la forza del cacio è un punto di forza persistente nella pienezza del gusto.
Alicette e pallotte cacio e ova da pastorie
I due primi piatti sono molto diversi tra loro. La pasta lunga tirata a mano con sugo di pomodoro Pera d’Abruzzo e Ventricina teramana, è una portata semplice e gustosa, dove la dolcezza di entrambe le materie prime ha buon equilibrio. Il Pera d’Abruzzo, vale la pena ricordarlo, è uno dei simboli della resistenza agricola abruzzese, un pomodoro che può raggiungere il mezzo chilogrammo di peso, su una pianta incannucciata che arriva fino a due metri lungo le coste della regione. I Cannelloni di crespelle, fatte con l’uovo di “Silvia” e ripiene di carciofi, scamorza e formaggi di Nunzio Marcelli e Gregorio Rotolo, hanno nel complesso un appagante risultato nella sostanza, anche se il carciofo rimane sfuggente.
Pasta con Pera d'Abruzzo e Cannelloni da Pastorie
In carta tra i secondi la Scamorza di Gregorio Rotolo alla brace con Funghi porcini, il coniglio alla cacciatora e il Burghersheep, con 180gr di pecora in mezzo a un ban di Solina. All’assaggio, degli arrosticini decisamente di ottima fattura, sia di pecora che di fegato. carne morbida tagliata al coltello, perfettamente umida e saporita. Perfetta la cottura rigorosamente alla brace.

Una carta dei vini che parte dall’Abruzzo e arriva ovunque, lascia margini di divertimento per tutti. Ottima la morbida eleganza di un Montepulciano d’Abruzzo Bossanova del 2018.
Gli arrosticini abruzzesi da Pastorie

Pastorie, perchè andarci

Semplicemente perché è una bella storia, nella quale si può entrare mangiando bene, bevendo bene, serviti bene e pagando bene. Di belle storie se ne ha sempre bisogno e se vi piacciono quelle abruzzesi, questa è originale.

tutte le foto sono dell'autore Andrea Febo

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