La voce delle malghe: a Sutrio si parla del futuro di chi vive la montagna
A Sutrio il 18 ottobre sei esperti a confronto su latte crudo, reddito, pascoli, ristorazione e turismo. Un appuntamento per tutti i malgari.
- Domenica 18 ottobre, a formandi, un confronto che va oltre il formaggio: latte crudo, reddito dei malgari, pascoli, ricerca, ristorazione e turismo. sei protagonisti con esperienze diverse per affrontare le sfide degli alpeggi italiani.
Domenica 18 ottobre, a ForMandi, un confronto che va oltre il formaggio: latte crudo, reddito dei malgari, pascoli, ricerca, ristorazione e turismo. Sei protagonisti con esperienze diverse per affrontare le sfide degli alpeggi italiani.
Quanto vale davvero il lavoro di un malgaro? Quanto dovrebbe costare un formaggio prodotto in quota? E soprattutto, quali condizioni servono perché le nuove generazioni possano continuare a vivere di malga? Sono domande che meritano risposte concrete, non soltanto dichiarazioni di principio. Domenica 18 ottobre 2026, alle ore 10, a Sutrio, in Carnia, il convegno La voce delle malghe, organizzato nell'ambito di ForMandi, proverà a mettere attorno allo stesso tavolo chi produce, chi studia, chi conosce i mercati e chi lavora per valorizzare le produzioni di montagna. L'appuntamento è al Salotto Paese, nella sala polifunzionale di Sutrio. Un incontro rivolto ai malgari della Carnia, ma anche a quelli del Veneto, del Trentino e di tutti i territori alpini. Perché le questioni da affrontare non conoscono confini regionali.

Sei prospettive, un unico futuro per le malghe
Il valore di questo convegno sta soprattutto nella scelta dei relatori. Non un susseguirsi di interventi istituzionali, ma sei esperienze professionali molto diverse, chiamate a confrontarsi su problemi che nella vita quotidiana delle malghe finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. A condurre il dibattito sarà Lucio Zanato, giornalista di Antenna Tre, dove cura Agricultura Veneta e La Nostra Storia. Conosce da vicino il sistema malghese veneto e ha già moderato il convegno La Civiltà delle Malghe sul Monte Grappa. A Sutrio avrà il compito di collegare le diverse competenze e accompagnare il confronto verso conclusioni utili a chi lavora realmente negli alpeggi.
Alberto Marcomini: il latte crudo è una questione di cultura casearia
Il primo grande tema è il prodotto. A portarlo sul tavolo sarà Alberto Marcomini, figura di riferimento della cultura casearia italiana. Il suo percorso comincia negli anni Ottanta, quando, incoraggiato da Gino Veronelli, decide di dedicarsi professionalmente al mondo dei formaggi. Da allora ha percorso territori, incontrato piccoli casari e allevatori, studiato le tecniche di affinamento in Francia e raccontato attraverso libri, televisione e giornalismo il valore delle produzioni artigianali. Marcomini conosce il formaggio partendo dalle persone che lo producono. E per lui il latte crudo è uno degli elementi attraverso i quali leggere il rapporto fra alimentazione degli animali, ambiente e capacità del casaro. A Sutrio il suo intervento affronterà il valore dei formaggi di malga e l'identità delle produzioni a latte crudo. Un argomento delicato, che richiede di tenere insieme qualità, sicurezza alimentare e salvaguardia di metodi produttivi fortemente legati all'ambiente montano. Come tutelare il consumatore senza compromettere le condizioni necessarie a produrre in alpeggio? È una delle domande centrali dell'intero convegno.

Paolo Ciapparelli: la battaglia dello Storico Ribelle e il prezzo giusto
Se Marcomini porta la discussione dentro il formaggio, Paolo Ciapparelli la sposta sul suo valore economico. Il suo nome è indissolubilmente legato allo Storico Ribelle, già Bitto Storico, il formaggio d'alpeggio delle Valli del Bitto, in Valtellina, diventato il simbolo di una lunga battaglia a difesa di un preciso metodo di produzione. Nel 1994 Ciapparelli avvia il suo impegno per salvaguardare le lavorazioni storiche del Bitto, confrontandosi anche con le modifiche del disciplinare DOP. Nel 2003 promuove la nascita della società Valli del Bitto, con l'obiettivo di riconoscere un prezzo equo ai produttori e dare solidità economica al lavoro in montagna. La sua esperienza è particolarmente interessante perché dimostra quanto sia complesso trasformare la tutela di un prodotto in un modello economico sostenibile. Chi stabilisce il valore di un formaggio di malga? Il mercato? Il consumatore? Il sistema di commercializzazione? E come si riconoscono economicamente i maggiori costi e le difficoltà del lavoro in quota? Ciapparelli porterà una storia concreta, fatta di scelte, conflitti e organizzazione dei produttori. Un'esperienza dalla quale anche le malghe della Carnia possono ricavare spunti importanti.

Noris Cunaccia: il pascolo racconta quello che sta cambiando
Per capire un formaggio bisogna conoscere anche quello che mangiano gli animali. Noris Cunaccia è una raccoglitrice e ricercatrice trentina che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio delle piante spontanee. Cresciuta tra prati e boschi della Val Rendena, osserva le specie vegetali lungo tutto il loro ciclo, dalla radice al seme. A Spiazzo ha fondato Primitivizia, laboratorio nel quale sperimenta la trasformazione delle specie spontanee attraverso essiccazioni, fermentazioni e tecniche di conservazione. Il suo percorso ha incrociato quello di grandi protagonisti della cucina contemporanea, tra i quali Norbert Niederkofler e Ana Roš, con i quali ha partecipato alla nascita di Cook the Mountain. Ma a Sutrio il suo intervento avrà soprattutto una dimensione ambientale e produttiva. Il pascolo è la prima componente dell'identità di un formaggio di malga. La varietà delle erbe, i cicli vegetativi, la Biodiversità e le condizioni climatiche influiscono sull'alimentazione animale e sulle caratteristiche del latte. Cunaccia porterà l'attenzione anche sui cambiamenti climatici: fioriture anticipate, variazioni nella disponibilità di foraggio e trasformazioni della composizione dei prati. Per chi conduce una malga non sono argomenti astratti. Sono questioni che possono modificare la gestione di un'intera stagione d'alpeggio.

Marco Colognese: il formaggio di malga deve conquistare la ristorazione
Produrre un grande formaggio non significa automaticamente riuscire a valorizzarlo. È da questa considerazione che partirà il contributo di Marco Colognese, food writer e critico enogastronomico con oltre trentacinque anni di attività. Nel suo percorso ha collaborato con importanti guide gastronomiche, fra cui L'Espresso e il Touring Club Italiano, oltre a testate come Reporter Gourmet e Il Gusto. La sua esperienza gli permette di osservare il mondo dei formaggi dalla prospettiva di chi frequenta ristoranti, incontra chef e valuta come i prodotti vengono presentati e raccontati al pubblico. A ForMandi affronterà un tema centrale: come può la ristorazione contribuire a dare riconoscibilità e valore economico ai formaggi di malga? Non basta inserire una generica selezione di formaggi nel menu. Occorre saperne raccontare l'origine, conoscere il produttore, spiegare le differenze tra alpeggi, stagionature e lavorazioni. La sala di un ristorante può diventare un luogo di cultura casearia. E uno chef può aiutare un piccolo produttore a raggiungere consumatori che difficilmente incontrerebbe attraverso i canali commerciali abituali. Il rapporto fra malgari e ristoratori sarà quindi uno dei passaggi più interessanti del confronto.

Simona Rainis: la ricerca scientifica incontra la vita in malga
Le conoscenze tramandate fra generazioni costituiscono una parte fondamentale del mestiere del malgaro. Oggi, però, devono confrontarsi con nuovi strumenti scientifici, esigenze sanitarie e condizioni ambientali in continua evoluzione. Simona Rainis di ERSA, l'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, porterà l'esperienza maturata nell'ambito dell'alpicoltura e delle produzioni lattiero-casearie. Il suo lavoro ha riguardato l'assistenza tecnica agli alpeggi, la gestione delle malghe e dei pascoli, gli aspetti igienico-sanitari delle produzioni e persino i sistemi di approvvigionamento e potabilizzazione dell'acqua in quota. A Sutrio affronterà il rapporto tra ricerca applicata, zonazione dei pascoli, benessere animale e qualità delle produzioni. Un contributo particolarmente importante perché la sostenibilità della malga non può essere considerata soltanto dal punto di vista ambientale. Deve comprendere la salute degli animali, la gestione delle risorse e la possibilità per i produttori di operare nel rispetto delle norme. E proprio su questo terreno diventa essenziale costruire un rapporto di fiducia e collaborazione tra malgari, servizi tecnici e sistema sanitario.

Ivana Bassi: quando il formaggio diventa una ragione per viaggiare
A completare il percorso sarà Ivana Bassi, professoressa associata del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell'Università di Udine. La sua attività di ricerca si concentra sull'economia rurale e montana, sullo sviluppo dei territori alpini e sui processi di cambiamento delle comunità locali. È docente di Economia dell'azienda agraria e di Politica agraria e sviluppo rurale, oltre a essere autrice e coautrice di numerose pubblicazioni scientifiche. Il tema che porterà a ForMandi riguarda il turismo enogastronomico e, in particolare, il turismo del formaggio. La domanda è interessante: una malga può diventare anche una destinazione turistica capace di generare nuove opportunità economiche? L'esperienza di una visita in alpeggio, l'incontro con il malgaro, la scoperta della lavorazione del latte e la degustazione del formaggio nel luogo in cui nasce possono arricchire l'offerta turistica della montagna. Ma il turismo deve restare compatibile con il lavoro produttivo e con gli equilibri dell'ambiente. L'intervento di Bassi aprirà quindi una riflessione su come costruire esperienze autentiche che valorizzino la malga senza trasformarla in una semplice attrazione.

Latte crudo, sicurezza e sostenibilità: il confronto necessario
Fra i diversi argomenti del convegno, il latte crudo rappresenterà un filo conduttore particolarmente importante. Il dibattito interessa direttamente i produttori, ma coinvolge anche consumatori, autorità sanitarie e istituzioni. La questione non può essere ridotta alla contrapposizione fra chi difende il latte crudo e chi si occupa di sicurezza alimentare. La sfida è costruire condizioni nelle quali le produzioni possano continuare a esprimere la propria identità garantendo al tempo stesso gli standard sanitari necessari. Per questo La voce delle malghe vuole favorire un dialogo tra competenze diverse. E per questo è importante che al confronto partecipino anche coloro che ogni giorno si misurano concretamente con queste questioni.

Da ForMandi un messaggio che va oltre la Carnia
Il convegno si inserisce nella giornata di ForMandi, la manifestazione dedicata ai formaggi di malga che il 18 ottobre trasformerà Sutrio in un luogo di incontro fra produttori, appassionati e operatori della gastronomia. L'edizione 2026, coordinata da PromoTurismoFVG insieme alla Pro Loco Sutrio, prevede degustazioni, cucina, incontri e l'asta dei formaggi di malga. Proprio l'asta offrirà un ulteriore collegamento con i temi del convegno: il ricavato della vendita della forma di Storico Ribelle sarà destinato a finanziare percorsi di aggiornamento e formazione per i giovani malgari attivi nelle montagne della Carnia. Un segnale concreto che guarda al ricambio generazionale, uno degli aspetti più delicati per la continuità degli alpeggi.
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Un invito ai malgari: questa volta la voce è la vostra
L'auspicio è che La voce delle malghe diventi qualcosa di più di un appuntamento con esperti qualificati. La Carnia ha un patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze costruito da persone che hanno dedicato la propria vita alla montagna. Lo stesso vale per gli alpeggi del Veneto, del Trentino e delle altre regioni alpine. Il futuro delle malghe non si decide soltanto nei convegni. Ma un convegno può diventare il luogo nel quale cominciare a costruirlo insieme. Per questo l'invito è rivolto soprattutto ai malgari, ai casari, agli allevatori, ai giovani che stanno raccogliendo un mestiere di famiglia e a chi vorrebbe intraprenderlo. Domenica 18 ottobre, dalle ore 10, al Salotto Paese di Sutrio, vale la pena esserci. Per ascoltare chi ha esperienze da condividere, per confrontarsi su problemi comuni e per portare le proprie domande. Perché parlare del futuro delle malghe senza ascoltare i malgari sarebbe davvero un'occasione perduta.

